L'opera diventa permanente nel segno di Giorgio La Pira e della pace

Al Forte Belvedere, a Firenze, torna a splendere 'La linea della pace - La linea degli ulivi', capolavoro d'arte ambientale del maestro israeliano Dani Karavan (1930-2021). La rinascita dell'opera, si legge in una nota di Palazzo Vecchio, "scaturisce da una straordinaria scoperta archeologica e documentale. Per quasi cinquant'anni, la base dell'installazione - un tondo in cemento bianco inciso a mano da Karavan - è rimasta 'dimenticata' sotto pochi centimetri di ghiaia sulle terrazze del Forte.

Il suo riaffioramento ha riportato alla luce la potente iscrizione: 'Gli ulivi devono essere i nostri confini / La linea degli ulivi in memoria di La Pira'. Un messaggio profetico, legato alla visione di pace e diplomazia delle città promossa dallo storico sindaco di Firenze Giorgio La Pira, che l'amministrazione comunale ha scelto di rendere permanente". Il progetto di ripristino dell'installazione è stato curato dal soprintendente ai musei comunali Carlo Francini, d'intesa con Noa Karavan, figlia dell'artista, e promosso dalla sindaca Sara Funaro e dall'assessore alla cultura Giovanni Bettarini. "In un tempo segnato da guerre, conflitti e divisioni, costruire la pace significa anche restituire voce ai luoghi che ne custodiscono il significato - dichiara Funaro -. Con la nuova piantumazione degli ulivi e il restauro del tondo in cemento al Forte Belvedere, realizziamo un'operazione ambientale e culturale inedita e di straordinario valore. Restituiamo alla città un messaggio permanente di incontro: le parole incise da Karavan, 'Gli ulivi devono essere i nostri confini', ce lo dicono in modo chiaro".

 
"Con il recupero della 'Linea degli ulivi', il Forte Belvedere compie un passaggio storico: da spazio espositivo temporaneo a luogo di memoria artistica permanente", sottolinea Bettarini. Il ritrovamento del cerchio originale in cemento dedicato a Giorgio La Pira, rimasto nascosto sotto la ghiaia, ha reso possibile trasformare un desiderio in progetto", spiega Francini. "È difficile descrivere l'emozione che provai quando mi si parlò dell'idea di ripristinare la 'Linea degli Ulivi' che fu realizzata da mio padre per la sua mostra 'Due Ambienti per la Pace' al Forte di Belvedere nel 1978 - conclude Karavan -. Mi sembrò l'omaggio più giusto: un gesto vivo, radicato nella città che lui aveva tanto amato". 
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