Un contrasto tra classicismo viennese e lirismo tardo-romantico caratterizzato da un adagio energico

Thomas Guggeis giovane direttore tedesco allievo di Baremboin è tornato ieri sera sul podio della Sala Mehta per il secondo appuntamento sinfonico stagionale, in concomitanza con le recite di Wozzeck di Alban Berg firmato da Deborah Warner. L'appuntamento di ieri è arrivato a pochi giorni dal trionfale concerto del 26 settembre 2026, sempre diretto da Guggeis, dedicato alla monumentale Sinfonia n. 2 "Resurrezione" di Gustav Mahler.
Il concerto ha messo a dialogo il classicismo viennese di Haydn con la vasta architettura sonora e il lirismo tardo-romantico della Settima di Bruckner e in questo contrasto tra classicismo e romanticismo Guggeis ha cucito la serata mostrando una sinfonia 104 di Haydn, la London, che andava a braccetto con un Bruckner interpretato con impeto e realismo lontanissimo dalla settima sinfonia diretta da Eugen Jochum, da molti considerata la migliore interpretazione della sinfonia del maestro austriaco. Il distacco fra le due si è notato soprattutto nel celeberrimo adagio che Guggeis ha interpretato, peraltro molto bene, in maniera energica mentre quello di Jochum era pervasa di spiritualità.
E proprio l’energia del giovane direttore tedesco ha portato ad esaltare uno scherzo (terzo movimento) ben ritmato e decisamente convincente.
Tornando invece alla 104 di Haydn dopo i primi tre movimenti diretti classicamente, è stato il finale a convincere maggiormente perché interpretato, anche questo, con vigore proprio alla maniera londinese di Haydn che dopo una vita passata alla corte del principe Esterházy, con le sinfonie parigine e soprattutto quelle londinesi capì che era il pubblico a dover soddisfare e divertire.
E così ha fatto Guggeis con l’orchestra del Maggio come sempre impeccabile. Insomma un bravo pilota, e Guggeis lo è stato, ha bisogno di una autovettura che giri al massimo e l’orchestra fiorentina non ha tradito le attese. Alla fine doveroso e caloroso applauso durato oltre 5 minuti.
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