La forte pressione turistica, i costi della distribuzione, la siccità nei campi maremmani e le tariffe energetiche agricole pesano sul costo della vita in regione

Federconsumatori presenta la mappa dei rincari provincia per provincia in regioni, elaborata su dati propri e di Istat. A guidare la classifica "in termini di stangata media annua e costo della spesa per famiglia" è Firenze "con un aumento stimato medio di 778 euro all'anno per famiglia. "La forte pressione turistica e i costi della logistica - afferma Federconsumatori - rendono il capoluogo" regionale "la provincia più cara d'Italia e di Toscana per carrello della spesa e servizi".
    Al secondo posto Lucca con circa 740 euro di rincari medi annui per nucleo familiare, "guidati dal carovita nella Piana e nella zona costiera della Versilia". Terza posizione Siena con un impatto di 730 euro all'anno per famiglia: "Pesano in particolar modo la filiera corta ridotta e i costi dell'energia agricola". Quarta piazza Pisa, con un incremento medio stimato di 710 euro annui. Quinto posto pari merito, con 700 euro di rincari medi all'anno, Livorno e Arezzo. A seguire, con un impatto medio di 690 euro Arezzo e poi Massa Carrara con 680 euro. Ultima posizione, pari merito con 670 euro di stangata media annua, per Pistoia e Grosseto anche se quest'ultima "subisce i picchi percentuali più alti specificamente sul prezzo dei prodotti ortofrutticoli freschi a causa dell'impatto della siccità sui campi maremmani".
    Per Laura Grandi, presidente di Federconsumatori Toscana, "servono interventi politici immediati e incisivi per restituire potere d'acquisto, a partire da un taglio strutturale delle accise sui carburanti fino alla rideterminazione dell'Iva sui beni di prima necessità, una misura che da sola garantirebbe un sollievo economico di oltre seicento euro all'anno a famiglia". Occorre inoltre varare "un Fondo straordinario di contrasto alla povertà energetica e alimentare, intensificare i controlli della filiera per punire severamente ogni forma di speculazione e varare una vera riforma fiscale progressiva che redistribuisca la ricchezza a favore dei redditi bassi e medi. Non è più rinviabile neppure una tassazione profonda sui super-profitti dei colossi energetici e finanziari, le cui risorse devono servire a finanziare il rilancio del territorio e la modernizzazione delle infrastrutture idriche toscane. Solo mettendo in sicurezza le reti d'acqua e sostenendo la transizione ecologica dell'agricoltura locale sarà possibile mettere al riparo il patrimonio produttivo della Toscana e contenere gli shock sui prezzi nel lungo periodo".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies