Vanoli ha bisogno di certezze in attacco, l’argentino offre più garanzie dopo la prova di Genova

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Individuare il centravanti titolare è diventato una priorità per Paolo Vanoli. La partita contro il Genoa ha confermato le difficoltà di Beto, ancora lontano dalla condizione migliore e poco coinvolto nella manovra. Il portoghese piace al tecnico per struttura fisica e capacità di attaccare la profondità, ma finora ha raccolto quattro presenze in campionato, 163 minuti, nessun gol e appena due conclusioni verso la porta.

Crescono così le possibilità di Pellegrino, più avanti fisicamente e più efficace nei movimenti richiesti da Vanoli. L’argentino conta sei presenze in Serie A, quattro da titolare, 377 minuti e due reti, oltre al gol segnato contro il Pisa in Coppa Italia. Un rendimento che gli permette di offrire maggiori garanzie immediate negli ultimi trenta metri.

Dopo l’addio di Kean, la Fiorentina cerca un nuovo riferimento offensivo. Pellegrino ha definito questa eredità una «pressione positiva», ma ora è chiamato a dare continuità a gol, presenza e personalità. Il rapporto con Beto è ottimo e la concorrenza può aiutare entrambi: il portoghese ha bisogno di tempo per recuperare ritmo, mentre l’argentino appare oggi più pronto a guidare l’attacco viola.

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