“Sono risorse che si traducono in servizi reali, opportunità e sostegno concreto per i cittadini”

"No ai tagli ai fondi europei per la coesione e alla centralizzazione delle risorse nelle mani degli Stati". Questa la posizione sostenuta dal presidente della Toscana Eugenio Giani a Bruxelles, in occasione della Settimana europea delle Regioni e delle Città. Il futuro della 'politica di coesione' è stato al centro del confronto tra i rappresentanti delle istituzioni europee e dei territori.     Giani è tra i firmatari del documento 'Un'Europa dei territori, non un'Europa dei tagli', che chiede di salvaguardare le risorse destinate a coesione, agricoltura e politiche sociali nel prossimo bilancio pluriennale dell'Ue, mantenendo un ruolo centrale per le Regioni nella programmazione e nella gestione dei fondi.      

"Abbiamo voluto sostenere con forza la necessità che i fondi di coesione mantengano le risorse e le modalità di gestione della programmazione 2021-2027 - ha dichiarato Giani - Per capire cosa significhi concretamente basta guardare alla Toscana: grazie ai fondi europei abbiamo potuto garantire misure come nidi gratis per le famiglie sotto determinate soglie Isee, i libri gratis, gli interventi per l'inclusione sociale e politiche attive del lavoro. Le risorse europee consentono inoltre di sostenere percorsi di reinserimento lavorativo per le persone espulse dal mercato del lavoro e per i lavoratori coinvolti nelle crisi aziendali. Sono risorse che si traducono in servizi reali, opportunità e sostegno concreto per i cittadini e che rappresentano un pilastro del nostro sistema di welfare".

"L'ipotesi di una riduzione del 20-25% delle risorse per la coesione - ha proseguito il presidente della Toscana, Giani - sarebbe un suicidio. A questo si aggiunge la prospettiva di accentrare la gestione dei fondi a livello statale, sottraendo alle Regioni la possibilità di programmare gli investimenti sulla base delle esigenze dei territori. È una scelta che non condividiamo, perché sono proprio le Regioni a conoscere più da vicino i bisogni delle comunità e a poter intervenire con maggiore tempestività, anche a sostegno delle aziende in crisi e dei lavoratori da accompagnare verso il reinserimento".    

Il documento, firmato da Giani e da altri rappresentanti regionali ed europei, chiede una politica di coesione autonoma, con risorse stabili e un Fondo sociale europeo adeguatamente finanziato, oltre alla tutela della Politica agricola comune e a maggiori investimenti per sanità, casa, infanzia, istruzione, formazione e contrasto ai cambiamenti climatici. Tra le richieste c'è anche quella di una quota minima del 20% dei fondi destinata allo sviluppo territoriale integrato, con particolare attenzione alle aree interne, e il rispetto delle competenze regionali nella gestione delle risorse.     

"Non vogliamo un'Europa più distante dai cittadini - ha concluso Giani - Difendere i fondi di coesione significa difendere servizi, opportunità e diritti. Significa garantire alle famiglie il sostegno per i nidi e per i libri scolastici, accompagnare le persone nel reinserimento lavorativo e sostenere i territori e le aziende nei momenti di crisi. L'Europa deve continuare a investire nei territori e nelle persone, non ridurre le risorse e allontanare le decisioni da chi conosce le esigenze delle comunità".
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