Una simulazione stima un vantaggio di oltre 2.800 euro netti annui rispetto alle locazioni brevi, ma il beneficio per gli inquilini non sarebbe automatico

La cedolare secca al 5%, ipotesi allo studio per la manovra 2027 e non ancora approvata, potrebbe rendere più conveniente affittare ai residenti a Firenze. Una simulazione elaborata con il commercialista Damiano Cesa Bianchi considera un appartamento di 80 metri quadrati, con un canone concordato ipotetico di 1.250 euro mensili, da verificare rispetto all’accordo territoriale. Il dimezzamento dell’imposta dal 10% al 5% farebbe risparmiare al proprietario 750 euro l’anno, portando il netto mensile, dopo l’Imu, da 1.045,20 a 1.107,70 euro.

Nelle condizioni ipotizzate, l’affitto concordato risulterebbe più redditizio di quello turistico: per quest’ultimo, a fronte di ricavi lordi stimati in 2.975 euro mensili, il netto scenderebbe a 871,10 euro dopo spese di gestione, commissioni e imposte. Con la cedolare al 5%, il vantaggio del concordato sarebbe quindi di 236,60 euro al mese, pari a 2.839,20 euro annui. A favorire questa formula contribuirebbero anche le agevolazioni comunali sull’Imu.

La riduzione delle tasse non comporterebbe però un calo automatico degli affitti: mantenendo invariato il canone, il risparmio resterebbe al proprietario. Nella simulazione, quest’ultimo potrebbe abbassare la richiesta da 1.250 a circa 1.184 euro mensili conservando il netto precedente. Per incidere sui prezzi, dunque, l’incentivo dovrebbe aumentare l’offerta di abitazioni oppure essere trasferito almeno in parte agli inquilini. Resta da chiarire se l’eventuale aliquota al 5% riguarderebbe soltanto i contratti concordati o anche quelli a canone libero. Lo scrive la Nazione. 

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies