«Cinque milioni di euro. È questo il conto salatissimo che ogni sabato i nostri commercianti, i baristi e i piccoli negozianti dei centri storici sono costretti a pagare per colpa di manifestazioni, blocchi e uscite forzate. Cinque milioni di euro di fatturato bruciati in un solo giorno, che diventano venti milioni in un mese. Famiglie e lavoratori messi in ginocchio da un clima di perenne disordine. E mentre le categorie economiche lanciano questo grido d'allarme, qual è la risposta che arriva dalla sinistra e dai suoi collettivi a Firenze? L'annuncio dell'occupazione di dodici scuole superiori».
Lo dichiara Francesco Torselli, parlamentare europeo di Fratelli d'Italia - Gruppo ECR.
«Siamo di fronte a un corto circuito inaccettabile che fa salire la rabbia a qualunque persona di buonsenso. A Firenze assistiamo alla recita di ragazzi che bloccano dodici istituti scolastici, privando migliaia di studenti del diritto di fare lezione, solo per scimmiottare i loro colleghi francesi o belgi e ripetere slogan ideologici imparati a memoria sui social. Non sanno nemmeno loro perché occupano: parlano di guerra e di tagli a sproposito pur di giustificare l'ennesimo weekend lungo a spese della collettività».
«Da una parte c'è l'Italia che lavora, produce e paga le tasse, vedendosi prosciugare i propri incassi da piazze ostaggio del caos. Dall'altra ci sono gruppetti ideologizzati che pensano di poter paralizzare scuole e città senza pagare alcun conto. Il diritto di chi vuole lavorare e di chi vuole studiare viene prima di qualsiasi pretesa di questi fanatici della protesta ad oltranza. Il Governo Meloni sta dimostrando che la musica è cambiata: la tolleranza verso chi devasta l'economia e la scuola italiana è pari a zero», conclude Torselli.
Lo dichiara Francesco Torselli, parlamentare europeo di Fratelli d'Italia - Gruppo ECR.
«Siamo di fronte a un corto circuito inaccettabile che fa salire la rabbia a qualunque persona di buonsenso. A Firenze assistiamo alla recita di ragazzi che bloccano dodici istituti scolastici, privando migliaia di studenti del diritto di fare lezione, solo per scimmiottare i loro colleghi francesi o belgi e ripetere slogan ideologici imparati a memoria sui social. Non sanno nemmeno loro perché occupano: parlano di guerra e di tagli a sproposito pur di giustificare l'ennesimo weekend lungo a spese della collettività».
«Da una parte c'è l'Italia che lavora, produce e paga le tasse, vedendosi prosciugare i propri incassi da piazze ostaggio del caos. Dall'altra ci sono gruppetti ideologizzati che pensano di poter paralizzare scuole e città senza pagare alcun conto. Il diritto di chi vuole lavorare e di chi vuole studiare viene prima di qualsiasi pretesa di questi fanatici della protesta ad oltranza. Il Governo Meloni sta dimostrando che la musica è cambiata: la tolleranza verso chi devasta l'economia e la scuola italiana è pari a zero», conclude Torselli.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies














