La Fondazione CR Firenze presenta, dal 1° dicembre, negli spazi espositivi di Villa Bardini, la mostra retrospettiva “Viaggio in Oriente”

La Fondazione CR Firenze presenta, dal 1° dicembre, negli spazi espositivi di Villa Bardini, la mostra retrospettiva “Viaggio in Oriente”, un’ampia ed emozionante ricognizione sul lavoro di Michael Yamashita, uno dei fotografi più poliedrici e autorevoli del fotogiornalismo internazionale.

Per oltre quattro decenni tra gli autori più rappresentativi della rivista National Geographic, Yamashita ha saputo costruire con le sue immagini un ponte culturale imprescindibile tra Occidente e Oriente, documentando con rara sensibilità i mutamenti storici, antropologici e ambientali del continente asiatico.

La mostra, curata da Marco Cattaneo, direttore di National Geographic Italia, è promossa da Fondazione CR Firenze e dalle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con la National Geographic Society. Il percorso si articola in 90 fotografie, molte delle quali vengono presentate per la prima volta in Italia, insieme a una selezione di scatti iconici storici.

Tutte le fotografie esposte testimoniano la straordinaria capacità di Yamashita di fondere la documentazione rigorosa e il fotoreportage d’assalto con un lirismo estetico di rara eleganza, spaziando dalla street photography al ritratto intimo, dalla grande paesaggistica alla narrazione storico-geografica.

Il progetto espositivo ideato per Villa Bardini non si limita a celebrare cinquant’anni di carriera, ma invita il visitatore a intraprendere un doppio viaggio ideale attraverso due direttrici fondamentali: la geografia e la storia.

La direttrice spaziale e le grandi rotte dell’esplorazione

Il nucleo centrale dell’esposizione trae origine dai monumentali reportage condotti da Yamashita ripercorrendo i percorsi dei grandi viaggiatori del passato. Una parte consistente delle immagini deriva dal lavoro svolto lungo le antiche rotte carovaniere della Via della Seta, da Venezia a Pechino, seguendo passo dopo passo le descrizioni del Milione di Marco Polo, e dai viaggi sulle tracce delle epiche spedizioni marittime del XV secolo guidate dall’ammiraglio cinese Zheng He.

I paesi maggiormente rappresentati in mostra sono Cina e Giappone, territori che costituiscono il cuore pulsante e la principale area di competenza e affetto dell’artista. Il racconto visivo si estende poi alle vette e alle vallate dell’Afghanistan, alle culture sfaccettate del Sud-Est asiatico e ad altre tappe toccate dalle sue missioni sul campo.

In questo itinerario prevalentemente orientale si inseriscono due immagini “singolari”, che rappresentano una deliberata eccezione tematica: Venezia, catturata nella sua magia lagunare come punto di partenza ideale del viaggio di Marco Polo e simbolo dell’incontro tra i due mondi; New York, icona visiva del Nuovo Mondo e metafora della dimensione personale e familiare dell’autore.

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