La sindaca di Firenze Sara Funaro interviene sul corteo di sabato, condannando gli episodi di violenza e difendendo il diritto alla protesta pacifica. «La maggior parte dei manifestanti ha espresso pacificamente le proprie idee, esercitando un diritto fondamentale della nostra democrazia: la libertà di manifestare», sottolinea. Alcuni violenti, aggiunge, hanno invece messo a rischio la sicurezza degli agenti e la tranquillità della città: «Sono comportamenti inaccettabili, che condanniamo con fermezza».
Funaro ringrazia il prefetto, il questore, le forze dell’ordine, la polizia locale e le istituzioni impegnate nella gestione della giornata. «A tutti gli agenti impegnati sul campo va il mio ringraziamento per la professionalità e il senso di responsabilità dimostrati anche nei momenti più difficili». Un riconoscimento anche a cittadini, lavoratori e commercianti per la collaborazione e il senso civico.
La sindaca invita però a mantenere l’attenzione sulle richieste espresse dalla componente pacifica del corteo: «Le azioni di pochi manifestanti non possono e non devono oscurare le ragioni di chi ha scelto di manifestare pacificamente». Ragioni che, assicura, meritano ascolto, «perché il dialogo e il confronto sono fondamentali per la nostra democrazia». Lo scrive la Nazione.
Funaro ringrazia il prefetto, il questore, le forze dell’ordine, la polizia locale e le istituzioni impegnate nella gestione della giornata. «A tutti gli agenti impegnati sul campo va il mio ringraziamento per la professionalità e il senso di responsabilità dimostrati anche nei momenti più difficili». Un riconoscimento anche a cittadini, lavoratori e commercianti per la collaborazione e il senso civico.
La sindaca invita però a mantenere l’attenzione sulle richieste espresse dalla componente pacifica del corteo: «Le azioni di pochi manifestanti non possono e non devono oscurare le ragioni di chi ha scelto di manifestare pacificamente». Ragioni che, assicura, meritano ascolto, «perché il dialogo e il confronto sono fondamentali per la nostra democrazia». Lo scrive la Nazione.
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