Dario Furnari evidenzia lo stop nei nodi strategici del trasporto logistico e critica il rischio di precettazione nei trasporti

Nuova mobilitazione contro guerra e carovita. Venerdì 30 sciopero generale indetto dal sindacato Usb e cortei in varie città della Toscana. A Firenze concentramento, alle 10 in piazza Bambine e Bambini di Beslan, con percorso ancora da ufficializzare. Manifestazioni previste anche a Livorno (ore 6 rotatoria ponte Genova e ore 9 piazza Cavour), Carrara (ore 6 al porto) Pisa (ore 9 piazza XX Settembre), Siena (ore 9 terminal bus di Pescaia), Grosseto (ore 9 piazza Rosselli), Piombino (ore 16 piazzale Premuda), Massa (ore 17 piazza Garibaldi).
     "Dai porti alle scuole contro guerra e carovita - presenta così Dario Furnari di Usb Firenze la mobilitazione -. In tutta Europa sono più di 100 i porti a scioperare, perché sono poli strategici del trasporto di armi, della logistica bellica. E i portuali non possono lavorare per la guerra". Poi, aggiunge, ""c'è un polo da difendere, quello della scuola pubblica statale e dell'università, luoghi nei quali si dovrebbe formare il sapere critico e che invece oggi, come i porti, vengono subordinati alla filiera bellica e militare". Lo sciopero riguarda anche il settore dei trasporti, "ma c'è il rischio della precettazione. È una cosa vergognosa e il motivo sarebbe la festa di Ognissanti".
    Il percorso fiorentino è ancora in attesa di ufficializzazione: "Noi - spiega ancora Furnari - vogliamo andare nei luoghi delle istituzioni, sia nazionali che locali", ma "vediamo una militarizzazione delle città, così come dei luoghi di lavoro e anche di scuole e università. Gli studenti scendono in piazza perché gli rubano il futuro" e "la risposta del governo qual è? I manganelli e la repressione.". In ogni caso, assicura, "il 30 sarà una grande giornata di mobilitazione. E non ci fermeremo perché, ovviamente, i temi del carovita e della guerra, due facce di una stessa medaglia, sono urgenze del nostro Paese e di tutta Europa".
     Alla manifestazione aderisce anche Potere al popolo per un corteo che vuole essere "una grande mozione di sfiducia nei confronti del governo Meloni in primis - afferma Paolo Kutufà del coordinamento nazionale - ma di tutta una classe politica che da anni non ha saputo dare risposte a condizioni di vita del popolo italiano che di giorno in giorno si fanno più critiche".
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