«A quanto pare, tra le importanti rivendicazioni del Movimento 17 ottobre, oltre al diritto allo studio, al futuro dei giovani e alle tante questioni che animano le proteste studentesche, c’è anche il desiderio di spaccare la testa a Giovanni Donzelli. Almeno a giudicare da quello che si legge nelle chat degli organizzatori. Ci chiediamo se queste siano le nuove forme di partecipazione democratica che qualcuno continua a difendere e giustificare».
Lo dichiara Francesco Torselli, eurodeputato di Fratelli d’Italia-ECR, che esprime piena solidarietà a Giovanni Donzelli per le gravi minacce ricevute.
«A Giovanni va la mia vicinanza. Manifestare, contestare e dissentire sono diritti sacrosanti, ma augurarsi aggressioni fisiche e trasformare chi la pensa diversamente in un bersaglio non ha nulla a che vedere con il diritto di protesta. È violenza, anche quando viene scritta comodamente dietro una tastiera. E allora vorremmo sapere se la sinistra, che in più occasioni ha difeso e giustificato queste manifestazioni, abbia intenzione di prendere le distanze anche da queste minacce. Perché non si può condannare la violenza soltanto quando fa comodo: la libertà di manifestare non può diventare una giustificazione per intimidire e minacciare gli avversari politici».
Lo dichiara Francesco Torselli, eurodeputato di Fratelli d’Italia-ECR, che esprime piena solidarietà a Giovanni Donzelli per le gravi minacce ricevute.
«A Giovanni va la mia vicinanza. Manifestare, contestare e dissentire sono diritti sacrosanti, ma augurarsi aggressioni fisiche e trasformare chi la pensa diversamente in un bersaglio non ha nulla a che vedere con il diritto di protesta. È violenza, anche quando viene scritta comodamente dietro una tastiera. E allora vorremmo sapere se la sinistra, che in più occasioni ha difeso e giustificato queste manifestazioni, abbia intenzione di prendere le distanze anche da queste minacce. Perché non si può condannare la violenza soltanto quando fa comodo: la libertà di manifestare non può diventare una giustificazione per intimidire e minacciare gli avversari politici».
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