Le testimonianze di Roberto Vaggi e Giuditta Biscioni nel volume in regalo con La Nazione il 4 novembre, per il sessantesimo anniversario

La notte dell’alluvione Roberto Vaggi aveva appena 16 anni. La sua famiglia, che aveva aperto una gioielleria su Ponte Vecchio l’anno precedente, fu avvertita dalla vigilanza e corse a recuperare i preziosi. Ricorda l’Arno ormai raggiungibile dalle spallette e il padre che sentiva tremare il Ponte sotto i piedi, poi l’incertezza e il timore di non riuscire a ripartire.

Nei giorni successivi Roberto aiutava la famiglia al mattino e nel pomeriggio raggiungeva la Biblioteca Nazionale per salvare libri e giornali insieme agli altri giovani diventati gli “angeli del fango”. Un’esperienza durissima, segnata anche dalla solidarietà e dalla convinzione che fosse possibile rialzarsi.

Giuditta Biscioni custodisce invece i racconti della sua famiglia, presente sul Ponte dal 1871: la bottega del nonno fu devastata da un grosso pino trascinato dalla piena. Le loro testimonianze saranno raccolte nel volume in regalo con La Nazione il 4 novembre, a sessant’anni dalla tragedia, per ricordare il legame tra le famiglie artigiane, Ponte Vecchio e l’identità di Firenze.
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