Non accettava la fine di una frequentazione durata pochi mesi e aveva iniziato a cercare insistentemente l’ex con messaggi sui social, telefonate anche notturne e richieste di incontro, accompagnate da offese. Si era inoltre presentato senza preavviso sotto casa della donna, lasciando petali di rose rosse davanti al portone.
Spaventata e non più serena, la donna si era rivolta a un centro antiviolenza e alla questura di Firenze. Dopo aver raccolto testimonianze e acquisito la relazione del centro, la questura aveva disposto l’ammonimento nei confronti dell’uomo.
Lui aveva contestato il provvedimento prima in prefettura e poi davanti al Tar, chiedendone l’annullamento. I giudici amministrativi hanno respinto il ricorso, rilevando che i comportamenti avevano assunto «connotati molesti e persecutori». Lo scrive la Nazione.
Spaventata e non più serena, la donna si era rivolta a un centro antiviolenza e alla questura di Firenze. Dopo aver raccolto testimonianze e acquisito la relazione del centro, la questura aveva disposto l’ammonimento nei confronti dell’uomo.
Lui aveva contestato il provvedimento prima in prefettura e poi davanti al Tar, chiedendone l’annullamento. I giudici amministrativi hanno respinto il ricorso, rilevando che i comportamenti avevano assunto «connotati molesti e persecutori». Lo scrive la Nazione.
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