La gip di Firenze Anna Liguori ha rinviato a giudizio Maria Concetta Riina e Antonino Ciavarello, figlia e genero di Salvatore «Totò» Riina. I due sono accusati di concorso in estorsione, anche tentata, aggravata dal metodo mafioso, ai danni di due imprenditori toscani. Il processo si aprirà davanti alla terza sezione del Tribunale di Firenze.
Secondo la procura, nel 2024 Maria Concetta Riina avrebbe chiesto denaro ai due imprenditori adducendo difficoltà economiche e rivolgendo loro velate minacce tramite telefonate e messaggi. Anche Ciavarello, all’epoca detenuto nel carcere di Chieti, avrebbe avanzato richieste insistenti via sms.
Stando alla ricostruzione degli inquirenti, l’imprenditore senese avrebbe consegnato a Maria Concetta Riina mille euro e una cesta di generi alimentari del valore di 350 euro. L’imprenditore del Pisano, invece, avrebbe respinto le richieste.
Secondo la procura, nel 2024 Maria Concetta Riina avrebbe chiesto denaro ai due imprenditori adducendo difficoltà economiche e rivolgendo loro velate minacce tramite telefonate e messaggi. Anche Ciavarello, all’epoca detenuto nel carcere di Chieti, avrebbe avanzato richieste insistenti via sms.
Stando alla ricostruzione degli inquirenti, l’imprenditore senese avrebbe consegnato a Maria Concetta Riina mille euro e una cesta di generi alimentari del valore di 350 euro. L’imprenditore del Pisano, invece, avrebbe respinto le richieste.
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