Fagioli, prove di regia

Tra vecchi equivoci e nuove responsabilità

Nel duello con la Juventus, Paolo Vanoli ha rimesso Nicolò Fagioli al centro del villaggio – o meglio, davanti alla difesa, dove già Pioli aveva provato a collocarlo con risultati poco entusiasmanti. L’avvio è stato da brividi: impacciato, ammonito subito, più timoroso che ispirato. Ma col passare dei minuti, complici le scosse dell’intervallo, il centrocampista ha iniziato a respirare il ruolo: niente arretramenti inutili, più partecipazione al traffico creativo di Mandragora e Sohm e una percentuale di passaggi riusciti che racconta almeno un tentativo di rinascita. Piccoli passi avanti, certo, ma in una Fiorentina che fatica a tenere palla ogni dettaglio assomiglia a un possibile indizio di risveglio.Resta però l’equivoco di fondo: per Vanoli, Fagioli rende meglio da mezzala di palleggio, non da regista puro. Eppure, nell’emergenza viola, tocca a lui cucire trame e fiducia, evitando l’ennesimo “compitino” che fa sbadigliare pure i pali della porta. Con il mercato alle porte e un investimento importante da giustificare, non bastano prestazioni da 6 stiracchiato per mettere a tacere le voci sul futuro. Dopo tre allenatori che continuano a crederci, ora la risposta definitiva deve darla lui: o riprende per mano questa squadra in apnea, o rischia davvero di vedere il cancello del Viola Park diventare un’uscita più che un ingresso. 

Gudmundsson - Fiorentina: ci siamo!

L'islandese è già a Firenze per sostenere le visite mediche con i viola

Albert Gudmundsson alla Fiorentina, ora è davvero fatta.  Il Genoa nella serata di Ferragosto ha dato il via libera al giocatore che da giorni stava solo aspettando questa mossa del club per unirsi alla sua nuova squadra. Si tratta  di un prestito oneroso a 7 milioni di euro con obbligo di riscatto fissato a 18. L'islandese sta effettuando le visite mediche a Firenze e poi nel pomeriggio potrà apporre il proprio sigillo sul nuovo contratto di 5 anni (con ingaggio di poco superiore ai 2 milioni) con la Fiorentina."Sono davvero felice di essere qui- ha detto Gudmundsson- Forza Viola!"  La trattativa si è sbloccata in serata quando il Genoa ha chiuso con il Sassuolo l'acquisto di Pinamonti, calciatore che andrà a rinforzare l'attacco dei liguri, ormai orfano di Gudmundsson e di Retegui.

L'Europa viola e la salvezza delle altre

Prima Sassuolo e poi Verona, in palio punti pesanti

Resettare e ripartire, prima in campionato e poi in Conference. La Fiorentina riparte dal Franchi dopo il brutto ko in casa dell'Atalanta in coppa Italia. E questa volta il destino viola si incrocia con chi spera di restare aggrappato a questa serie A: Sassuolo e Verona. Già, al Franchi prima e poi al Bentegodi ci saranno in palio punti pesanti, soprattutto per gli avversari di Nico e compagni. Il Sassuolo di Ballardini arriva a Firenze in condizioni disperate, penultimo e con la salvezza distante 5 punti. Missione molto difficile per i neroverdi che erano abituati a tutt'altro campionato nelle scorse stagioni, qualcosa però si è rotto e nemmeno lo specialista di salvezze impossibili è riuscito fino ad oggi a ripagare la fiducia della società. In ritiro da due giorni e molto concentrati, la Fiorentina si troverà davanti una squadra con l'acqua alla gola e con una fame di punti clamorosa, stesso discorso che si riproporrà tra una settimana in Veneto anche se l'Hellas (31 pt alla 16° posizione e oggi virtualmente salva) sta meglio del Sassuolo. Il filo conduttore però è lo stesso: se la squadra di Italiano vuole tenere vive le speranze di una qualificazione europea passando dal campionato dovrà togliere punti preziosi a squadre che lottano per non retrocedere; mai facile farlo, figuriamoci a questo punto dell'anno. Sulla carta non c'è storia, ma in queste sfide contano testa, cuore e tanta fame di vittorie. 

Semifinale di Conference: Fiorentina – Club Brugge

Alla scoperta dei belgi sul cammino verso la finale

La Fiorentina continua a sognare  in Conference League e lo fa conquistando la semifinale contro il Club Brugge. Questa sfida si deciderà sui 180  minuti, l’andata al Franchi il 2 maggio alle ore 21 e il ritorno in Belgio alle ore 18,45 di giovedì 8 maggio. Ma che squadra troverà in semifinale la Fiorentina? Andiamo a scoprirlo insieme.  I belgi sono reduci in Conference dalla doppia vittoria contro i greci del Paok (1-0 in casa e 0-2 in Grecia), dopo aver eliminato agli ottavi gli svedesi del Molde, ribaltando la sconfitta all’andata con un secco 3-0 davanti ai propri tifosi. E se l’attaccante del Club Brugge Ferran Jutglà non vede l’ora di affrontare i viola (“Sono molto felice ed emozionato per la nostra qualificazione- ha detto al sito dell’Uefa-, la Fiorentina sarà un avversario molto duro,  dovremo lottare con tutte le nostre forze e non sarà facile, ma il nostro sogno è di arrivare in finale”) tutto l’ambiente sta già pensando a questo appuntamento. La stagione dei belgi è stata tutt’altro che serena, a marzo, infatti,  è stato licenziato l’allenatore Ronny Deila, e al suo posto è stato promosso Nicky Hayen, ad oggi con buoni risultati. In campionato il Club Brugge è  attualmente terzo nei playoff a -2 dal Royale Union SG e a -5 dall’Anderlecht.  Esattamente come la Fiorentina l’ex squadra tra gli altri di Amrabat e De Ketelaere deve continuare ad impegnarsi su più fronti se vuole avere più possibilità di giocare in Europa anche il prossimo anno. Entrambe sognano la finale di Atene, per  farlo una dovrà eliminare l’altra. Appuntamento tra poche settimane.   

Bivio Fiorentina: il campionato è andato?

Italiano vuol un trofeo prima dell'addio

Non impossibile ma quasi. La strada che riporterebbe la Fiorentina in Europa passando dal campionato si fa sempre più tortuosa e piena di insidie. Lo dice la classifica (decima a -5 dal Napoli settimo e con una gara in meno), lo conferma lo stato di salute della squadra di Italiano (10 punti conquistati nella gare in A del 2024) e lo lascia intuire l’atteggiamento del gruppo. Guai a dirlo ai protagonisti viola, nessuno vuole sentir parlare di una scelta fatta, ma l’impressione ormai è che le fiches siano tutte su Conference League e Coppa Italia. Che sia un cammino più semplice è tutto da verificare, anche perché se in Europa ci sarebbero ancora due turni prima dell’eventuale finale, in Coppa Italia dopo l’Atalanta (si parte dall’1-0 di Firenze) molto probabilmente a Roma Italiano se la vedrebbe con la stessa Juventus che ha preso 6 punti sui 6 disponibili in A nei due scontri giocati. Insomma, i rischi non mancano ma il calcio è un gioco e il fattore rischio è componente essenziale. Adesso, quindi, testa a Plzen. In una settimana cruciale per il futuro viola. Lo sa Italiano che deve gestire bene le energie dei suoi, ruotare un gruppo squadra che ha bisogno di alcuni punti di riferimento. Arthur tornerà titolare? Belotti riuscirà a dare un contributo in zona gol? (1 rete in totale fino ad oggi) Nico tornerà sui livelli del girone di andata?  Dalle risposte a queste domande si capirà cosa c’è nel domani della Fiorentina. 

Ultima chiamata per l'Europa

Fiorentina a Torino per sfatare il tabù trasferta

No, non sarà mai una partita come le altre. Fiorentina- Juventus (e Juventus-Fiorentina) rappresentano sempre due storie a parte nell’arco di un campionato e anche se dalle parti di Torino spesso si fa fatica ad ammettere quella strana sensazione di “gara speciale”, alla fine questa è. Nessun verdetto in palio, almeno sulla carta, ma per la squadra di Italiano la trasferta in Piemonte ha un peso specifico che si identifica con l’accesso all’Europa. Chiamatelo ultimo treno, ultima possibilità, il senso è quello. Troppi pareggi o passaggi a vuoto nelle ultime gare di A, la classifica è lì a certificare quello che nella testa dei tifosi viola gira ormai da tempo: l’unico modo per giocare una coppa il prossimo anno è vincere un trofeo. Tradotto: addio campionato. Non la pensa così Italiano che domani in casa della Juventus vuole tornare ad una vittoria lontano dal Franchi che manca in A da fine 2023. Tanto, troppo tempo. Ritroverà Dusan Vlahovic, ancora una volta. Quel centravanti che rappresenta la più grande “sliding doors”  della sua avventura in viola. Cosa sarebbe successo se…..già, chi lo sa? Impossibile tornare indietro, ma più che possibile (e giustificabile) pensare che il mister consideri finito il suo ciclo a Firenze anche a causa di quel maledetto ruolo. Una punta mai ritrovata, che si somma all’esterno mai comprato e alle sconfitte che bruciano ancora. Da qui a giugno, però, ci sono ancora parecchie pagine da scrivere. La prima a Torino, l’ultimo treno per l’Europa.

Fiorentina, adesso si gioca!

Italiano e l'orgoglio di chi è del mestiere

Jolly finiti. La Fiorentina non può più sbagliare e lo sa benissimo. Ne è consapevole Italiano che ha visto scivolare la sua squadra in poche settimane dal quarto all'ottavo posto, complice una crisi di risultati ( e di gioco) che ha riacceso i fari sulle note poco liete della stagione. Quali? Pochi gol dei centravanti, troppe distrazioni in difesa, condizioni fisiche dei migliori più che precarie ( Arthur e Bonaventura ancora a rischio contro il Frosinone) e una compattezza di squadra che sembra essere in esaurimento. Ci ha pensato il presidente Commisso a serrare le fila per la gara di campionato, ma adesso le carte in mano ce l'hanno solo giocatori e mister. Toccherà a loro fare domenica alle 12,30 al Franchi quello che tutti si aspettano dalla Fiorentina contro il Frosinone, vincere. Ci vuole l'orgoglio e un pizzico di entusiasmo, elementi che perfettamente ritraggono proprio Andrea Belotti, l'uomo venuto dal mercato al quale Italiano si affida per tornare a sorridere. Sa come si segna ma sa che come si trascina una squadra in difficoltà ed è per questo che l'attacco lo guiderà lui per la prima volta da titolare. Non sarà il solo, ovviamente, perché nel bene e nel male questa squadra ha bisogno di Nico Gonzalez. Ed eccolo là al suo posto, per ritrovare la forma migliore e dare una forma migliore ad una classifica grigia e triste senza di lui. Insomma, il tavolo è pronto e i jolly sono finiti. Ora si gioca. 

Biraghi: parole da capitano

"Ci vuole più testa, che non succeda mai più"

Parole dure, anzi durissime. Cristiano Biraghi ci mette la faccia e dopo il tremendo ko di Lecce si prende le responsabilità, da capitano. Sa che la squadra ha bisogno di una scossa importante perché un punto nelle ultime quattro partite è un bottino assai magro per chi ha ambizioni europee, lo sa perché vive lo spogliatoio e perché meglio di chiunque altro sente l'aria che tira. Ed è per questo che chiama in causa l'atteggiamento, la testa. Parole che inevitabilmente avranno un seguito, non possono cadere nel nulla. Parole che lasciano intendere ad un confronto nello spogliatoio per capire se davvero, adesso, in un momento di crisi c'è la volontà di uscirne a testa alta e riprendere la marcia intrapresa tutti assieme. Già, perché il mercato è finito ed è andato come è andato, ma i calciatori gli alibi se li devono togliere giocando le partite al meglio. Con la testa, appunto.  Così Cristiano Biraghi ai microfoni di Sky Sport e ai media ufficiali al termine della gara. "Avevamo rimesso in piedi la gara ma poi alla fine è successo qualcosa di intollerabile. Chi vuol avere certi obiettivi di classifica non può commettere questi errori, è stata una figura vergognosa. Il cervello deve restare connesso, mi auguro che non succeda più. Una cosa simile era accaduta due anni fa ad Empoli. Stavolta anche peggio, avevamo un angolo a favore ed eravamo sul 2-1 per noi, ma in pochi minuti finisce 3-2 per il Lecce. C'è poco da dire, dobbiamo guardarci tutti in faccia, abbiamo toccato il fondo. Chiediamo scusa a club, tifosi ed allenatore.Sta a noi giocatori che scendiamo in campo, soprattutto in un momento in cui le cose non vanno bene. Ai pulcini perdi queste partite. In generale stiamo facendo bene ma c'è tanta amarezza. Il calcio è una roba seria, bisogna giocare con il cervello non solo con le gambe. Se il cervello non è collegato succede quello che è successo, se abbiamo determinate ambizioni è inaccettabile."