"Parlare di ottimismo oggi è difficile: se si apre un giornale o se si ascolta il notiziario, alla fine essere ottimisti sembrerebbe quasi una chimera. No, io sono sempre stato un ottimista incallito e continuo a esserlo, perché a mio modo di vedere il bene sta al male come costruire sta al distruggere". Lo ha affermato Andrea Bocelli, intervenendo in collegamento video alla Festa del Foglio, la 'Festa dell'ottimismo', in corso a Firenze.
"Sappiamo tutti - ha aggiunto - che costruire è molto più difficile che distruggere: per costruire una casa ci vogliono anni, per distruggerla basta una carica di tritolo. E allora questo mondo che è comunque diventato una polveriera, perché le testate nucleari sono ormai disseminate su tutto il pianeta, nonostante tutto va avanti, allora vuol dire che alla fine il bene trionfa sempre sul male".
L'artista ha anche parlato della Andrea Bocelli Foundation e della sua attività: "Ho fatto questo passo - ha detto - perché diversi anni fa mi sono reso conto che nella povertà le difficoltà anche individuali non erano più soltanto sulle pagine dei giornali o sullo schermo dei televisori, ma bussavano alle nostre porte. Allora mi sono detto che era arrivato il momento di rimboccarsi le maniche, e ho capito subito che se da soli si può molto, insieme si può molto di più, così ho pensato a creare una fondazione".
"Sappiamo tutti - ha aggiunto - che costruire è molto più difficile che distruggere: per costruire una casa ci vogliono anni, per distruggerla basta una carica di tritolo. E allora questo mondo che è comunque diventato una polveriera, perché le testate nucleari sono ormai disseminate su tutto il pianeta, nonostante tutto va avanti, allora vuol dire che alla fine il bene trionfa sempre sul male".
L'artista ha anche parlato della Andrea Bocelli Foundation e della sua attività: "Ho fatto questo passo - ha detto - perché diversi anni fa mi sono reso conto che nella povertà le difficoltà anche individuali non erano più soltanto sulle pagine dei giornali o sullo schermo dei televisori, ma bussavano alle nostre porte. Allora mi sono detto che era arrivato il momento di rimboccarsi le maniche, e ho capito subito che se da soli si può molto, insieme si può molto di più, così ho pensato a creare una fondazione".
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