Commenti e reazioni in Toscana sulla situazione del carcere fiorentino

Commenti e reazioni in Toscana sulla situazione del carcere fiorentino di Sollicciano dove ieri si è suicidato un detenuto 20enne, seguito dalla protesta degli altri reclusi, rientrata solo dopo molte ore.
    
Critico il coordinatore nazionale Fp Cgil della polizia penitenziaria, Donato Nolè: "Mentre si continua a fare passerella nelle scuole di formazione del personale di polizia penitenziaria e si annunciano Decreti leggi risolutori sul pianeta carcere, Firenze Sollicciano deve gestire l'ennesima rivolta, scatenatasi in seguito al suicidio di un giovane detenuto. Firenze Sollicciano rappresenta senza ombra di dubbio tutto il disastro del pianeta carcere, da anni e nonostante le tante promesse fatte continua ad essere un posto infernale per chi ci lavora e per chi è detenuto. Il personale allo stremo, scoraggiato, amareggiato, chiamato a contrastare da solo tutte le carenze organizzative e strutturali, non ne può più".

Per Giacomo Martelli, presidente di Acli Toscana, "la situazione di Sollicciano e del carcere di Livorno sono inaccettabili. Servono interventi rapidi per metterli in sicurezza prima possibile. Sul tema carcere serve un maggiore confronto pubblico, a livello locale e nazionale che chiami tutti in causa, dalle istituzioni alle associazioni, dalle forze politiche ai semplici cittadini". Il presidente di Opi Firenze Pistoia David Nucci auspica sollecita "la massima tutela dei professionisti che operano nel carcere e delle persone che scontano una pena al suo interno e che devono sempre essere trattate con equità, rispetto dell'umana dignità e attenzione alle esigenze sanitarie e psicologiche".

    
Il consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi, oggi presente all'esterno di Sollicciano, sottoline: "Abbiamo risposto alla convocazione da parte della Camera penale di Firenze di una conferenza stampa davanti a Sollicciano per riflettere sulla situazione nell'istituto penitenziario. Abbiamo apprezzato meno la decisione delle figure politiche presenti con consolidate esperienze di governo: limitarsi a guardare all'esecutivo nazionale e rilasciare parole rituali non risolverà nulla. Sindaca e onorevoli sono stati fischiati e contestati da un gruppo di cittadine e cittadini. Chiaramente non è la nostra modalità di azione politica, ma riteniamo sbagliato scandalizzarsi per i toni della rabbia. Si tratta di sentimenti veri, che però crescono distanti da un sistema istituzionale incapace di tenere aperto il legame tra città e casa circondariale".

Maria Antonietta Gulino, presidente dell'Ordine degli Psicologi della Toscana osserva: "troppo pochi gli psicologi che lavorano in carcere, non possono bastare, poche sono le ore destinate e spesso gli interventi sono puramente sanitari, non di gruppo, meno ancora di comunità". Milena Brath segretaria metropolitana di Firenze in Azione, parla di "ennesima tragedia nel carcere di Sollicciano. La detenzione non deve peggiorare le condizioni umane dei reclusi, con più gravi rischi sociali conseguenti a fine pena. Occorre diminuire le presenze dei detenuti, organizzando intanto ed entro breve tempo soluzioni di accoglienza controllata/assistita/integrata con il tessuto sociale. La nostra civiltà non si può dire avanzata finché il sistema carcerario rimarrà così gravemente marginalizzato".
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