Sono stupiti. Di più: allarmati, i lavoratori del Maggio (orchestrali e coristi ma anche amministrativi e tecnici) all’indomani delle polemiche sulla nomina del prossimo sovrintendente della fondazione. Lamentano la pressione della politica sulle scelte strategiche per il futuro del «loro» teatro.
Il braccio di ferro tra il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e il sindaco Dario Nardella — quest’ultimo fortemente propenso alla scelta dell’ex amministratore delegato della Rai Carlo Fuortes (sostenuto dalla maggioranza del Consiglio di Indirizzo) e il ministro (per voce del suo rappresentante in consiglio, Gennaro Galdo) più propenso a dare fiducia al commissario Onofrio Cutaia da ieri (6 marzo) tornato a Roma dopo la fine del suo mandato fiorentino, preoccupa e non poco il cuore pulsante del Maggio.
Scrivono dalla Uil e dalla Fials (sigla che raccoglie fondamentalmente orchestrali e coro): «Esprimiamo apprezzamento per il fatto che la Fondazione abbia finalmente un consiglio di indirizzo che può svolgere a pieno le sue funzioni e che come primo atto ha velocemente delineato il nome da proporre al Ministro. Siamo però stupiti e allarmati perché su questa indicazione si sta scatenando uno scontro politico che rischia di trasformare per l’ennesima volta il Maggio Musicale Fiorentino in un campo di battaglia politica. Richiamiamo dunque a quel senso di responsabilità, collaborazione e dialogo tra le Istituzioni».
Dello stesso tenore la presa di posizione della Cisl e della Cgil: «Gli ultimi sviluppi della vicenda del Maggio destano una preoccupazione di cui certo non sentivamo il bisogno. La leale collaborazione tra i soci della Fondazione è una condizione imprescindibile perché il nostro teatro possa operare positivamente e in coerenza con la sua storia e il suo prestigio».
No dunque a una condizione che vede il Maggio trasformato in «terreno di scontro politico elettorale» perché «produce incertezza e di conseguenza gravi danni». E mentre la presidente della Commissione Cultura Cristina Giachi (Pd) definisce da «irresponsabili posticipare la nomina del nuovo sovrintendente», a Roma nessuno ha fretta di scegliere.
Il ministro Sangiuliano vuol capire se il Consiglio di Indirizzo dell’altro ieri, quello che gli ha proposto la terna di nomi papabili per ricoprire il ruolo di sovrintendente (Carlo Fuortes, Onofrio Cutaia e Paolo Petrocelli con una forte indicazione però a favore del primo) si è svolto in modo formalmente corretto. La lettera con i tre nomi è arrivata sul suo tavolo nella tarda serata del 5 marzo e già ieri i legali del suo ufficio hanno iniziato a studiare i verbali del Cdi per valutare se sono in qualche modo impugnabili.
La prima domanda che si stanno ponendo è la seguente: è stata sufficiente un’ora di riunione per leggere e valutare i tre curricula dei candidati? Non basta, gli avvocati del ministro vogliono capire se a quella assemblea era necessario che fosse presente anche il collegio dei revisori dei conti.
Solo dopo che avranno valutato chiederanno l’intervento dell’avvocatura di Stato. Ciò significa che il nome del nuovo sovrintendente non potrà arrivare prima di una decina di giorni.
Questioni formali a parte, fonti ministeriali chiariscono il Sangiuliano pensiero: il ministro, pur non essendo pregiudizialmente contrario a Fuortes, è molto tentato dall’idea di dare un riconoscimento a Cutaia il quale ha lavorato per conto del ministero per portare in pari il bilancio del teatro.
Ma non basta: è tutto il centrodestra a remare contro Fuortes. C’è chi come il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Regionale, Francesco Torselli, già a poche ora dall’indicazione di Fuortes dichiarava: «Non crediamo sia questo il momento storico migliore per nominare sovrintendente a Firenze un uomo che nel recente passato è finito sotto processo in relazione alla morte di un operaio addetto alle pulizie avvenuta quando era sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma. Seppur con una storia politica e una sensibilità non afferenti all’alveo del centrodestra, riteniamo che Cutaia sia la figura professionale di cui il Maggio Musicale Fiorentino ha più bisogno in questa fase storica».
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