Rabbia, sconcerto e un accorato appello, l'ennesimo, a "smettere di parlare a sproposito e stracciarsi le vesti ad ogni occasione. Bisogna tacere e metter mano a riforme strutturali che allontanino il pianto dalle nostre carceri". Così in una nota il garante toscano dei detenuti Giuseppe Fanfani interviene dopo "l'ennesimo" suicidio in carcere avvenuto ieri sera a Prato dove un 27enne di nazionalità italiana si è tolto la vita impiccandosi. "Siamo al 60esimo suicidio in Italia da inizio anno, il terzo alla Dogaia dove già venerdì scorso si è registrata una rivolta. È una strage infinita, una vergogna generale" dichiara.
"Il dramma di questo giovane ragazzo - afferma Fanfani - è il dramma di tutti i detenuti. Nelle carceri italiane il sovraffollamento, per assurdo, diventa marginale. Manca di tutto. Soprattutto manca il rispetto del dettato costituzionale secondo il quale la pena deve rispondere a criteri di umanità e deve tendere alla rieducazione". "E manca la speranza nel futuro. Tanto che il suicidio diventa la fine inevitabile di situazioni drammatiche che ancora restano inascoltate" conclude Fanfani.
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"Questo ulteriore suicidio avvenuto nel carcere di Prato deve far riflettere sulla condizione in cui vivono i detenuti e su quella in cui è costretto ad operare il personale di Polizia penitenziaria". Lo dice Donato Capece, segretario generale del Sappe, commentando il 60esimo suicidio nelle carceri del 2024 Capere rivolge un appello al presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni: "Siamo costernati ed affranti: un detenuto che si toglie la vita in carcere è una sconfitta per lo Stato e per tutti noi che lavoriamo in prima linea. Ma nessuno può sentirsi indifferente a queste morti".
"Stiamo vivendo un'estate di fuoco nelle carceri e servono immediatamente provvedimenti concreti e risolutivi - afferma ancora -: espulsioni di detenuti stranieri, invio dei tossicodipendenti in comunità di recupero e psichiatrici nelle Rems o strutture analoghe. Il personale di Polizia penitenziaria è allo stremo e, pur lavorando più di 10/12 ore al giorno, non riesce più a garantire i livelli minimi di sicurezza. Fino a quando potrà reggere questa situazione?".
"Non è più rinviabile - aggiunge - una riforma strutturale del sistema, anche ipotizzando eventualmente di ridurre il numero di reati per cui sia previsto il carcere e, conseguentemente, implementare delle pene alternative alla detenzione ed avviare una efficace struttura che consenta la loro gestione sul territorio".
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"È un fatto lacerante che ci invita tutti a riflettere e ad agire. Perché la pena non può inficiare la dignità umana. Dobbiamo andare avanti con le proposte politiche in Parlamento affinché le carceri non siano più un non-luogo e i detenuti delle persone meno persone degli altri. Ovviamente si deve fare di più anche per tutti coloro che operano nelle carceri e garantiscono la sicurezza spesso in condizioni estreme". Così, in una nota, l'on. Erica Mazzetti di Forza Italia in merito al suicidio di un detenuto 27enne nel carcere di Prato.
"Il dramma di questo giovane ragazzo - afferma Fanfani - è il dramma di tutti i detenuti. Nelle carceri italiane il sovraffollamento, per assurdo, diventa marginale. Manca di tutto. Soprattutto manca il rispetto del dettato costituzionale secondo il quale la pena deve rispondere a criteri di umanità e deve tendere alla rieducazione". "E manca la speranza nel futuro. Tanto che il suicidio diventa la fine inevitabile di situazioni drammatiche che ancora restano inascoltate" conclude Fanfani.
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"Questo ulteriore suicidio avvenuto nel carcere di Prato deve far riflettere sulla condizione in cui vivono i detenuti e su quella in cui è costretto ad operare il personale di Polizia penitenziaria". Lo dice Donato Capece, segretario generale del Sappe, commentando il 60esimo suicidio nelle carceri del 2024 Capere rivolge un appello al presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni: "Siamo costernati ed affranti: un detenuto che si toglie la vita in carcere è una sconfitta per lo Stato e per tutti noi che lavoriamo in prima linea. Ma nessuno può sentirsi indifferente a queste morti".
"Stiamo vivendo un'estate di fuoco nelle carceri e servono immediatamente provvedimenti concreti e risolutivi - afferma ancora -: espulsioni di detenuti stranieri, invio dei tossicodipendenti in comunità di recupero e psichiatrici nelle Rems o strutture analoghe. Il personale di Polizia penitenziaria è allo stremo e, pur lavorando più di 10/12 ore al giorno, non riesce più a garantire i livelli minimi di sicurezza. Fino a quando potrà reggere questa situazione?".
"Non è più rinviabile - aggiunge - una riforma strutturale del sistema, anche ipotizzando eventualmente di ridurre il numero di reati per cui sia previsto il carcere e, conseguentemente, implementare delle pene alternative alla detenzione ed avviare una efficace struttura che consenta la loro gestione sul territorio".
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"È un fatto lacerante che ci invita tutti a riflettere e ad agire. Perché la pena non può inficiare la dignità umana. Dobbiamo andare avanti con le proposte politiche in Parlamento affinché le carceri non siano più un non-luogo e i detenuti delle persone meno persone degli altri. Ovviamente si deve fare di più anche per tutti coloro che operano nelle carceri e garantiscono la sicurezza spesso in condizioni estreme". Così, in una nota, l'on. Erica Mazzetti di Forza Italia in merito al suicidio di un detenuto 27enne nel carcere di Prato.
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