Con 120 alberi, campagna AzzeroCo2-Legambiente e sostegno Estra

Un 'ortofrutteto solidale', con 120 alberi piantati, nel carcere fiorentino di Sollicciano, coinvolgendo i detenuti nella cura e manutenzione delle piante. Il progetto, realizzato con il sostegno di Estra e che fa parte della campagna OrtoFrutteto solidale diffuso, promossa da AzzeroCo2 e Legambiente, è stato inaugurato oggi.

Tra i presenti, spiega una nota, il direttore di Sollicciano Antonella Tuoni, il garante dei detenuti di
Firenze Eros Cruccolini, l'assessore all'ambiente e transizione ecologica del Comune di Firenze Andrea Giorgio, il responsabile sostenibilità di Estra Giuseppe Rubechi, il presidente Legambiente Toscana Fausto Ferruzza e la responsabile divisione marketing e comunicazione di AzzeroCo2 Sarah Nucera. Il progetto, oltre a produrre effetti positivi da un punto di vista ambientale, avrà importanti ricadute socio-educative.

I detenuti impiegati nel giardinaggio sono stati infatti coinvolti nelle attività di messa a dimora delle 120 piante da frutto sotto la guida del responsabile del verde del carcere. A loro è stata inoltre affidata la cura e manutenzione degli alberi, al fine di acquisire competenze che potranno impiegare in futuro, ma anche per sensibilizzarli sulle tematiche ambientali incentivando una maggiore attenzione alla sostenibilità.

L'esperienza maturata con la cura del frutteto sarà quindi utile per supportare il reinserimento nella società dei detenuti al termine del percorso presso la struttura. Inoltre, i frutti raccolti potranno essere consumati direttamente all'interno della struttura e tra le progettualità potrebbe rientrare anche la realizzazione di marmellate da frutta da parte degli studenti che frequentano l'istituto di scuola superiore alberghiero all'interno della casa circondariale.

Per Antonella Tuoni, direttore di Sollicciano, "nel prevalente sentire comune il carcere è e deve essere un luogo di punizione. Credo viceversa che il carcere debba essere concepito come un luogo di vita di persone che devono scontare una limitazione della libertà personale e di operatori che trascorrono in quel luogo almeno otto ore della loro giornata.È giusto pertanto che il carcere sia accogliente, a dispetto dell'immaginario collettivo che lo vorrebbe tetro e lugubre, e che il cemento e le sbarre regrediscano progressivamente a vantaggio di un'immagine più 'green'".

Secondo l'assessore Andrea Giorgio "abbiamo bisogno di ricucire la frattura tra il carcere e la città, abbiamo bisogno di vedere le carceri non come dei luoghi dove si rimane fermi ma dove le persone possono imparare cose utili per quando usciranno e dove si può avere un'altra opportunità. Farlo attraverso la natura e la socialità è un messaggio importantissimo perché abbiamo bisogno di rigenerare gli spazi fisici del carcere e le persone che vi sono dentro".

"Siamo orgogliosi di contribuire a questo progetto che coniuga l'attenzione all'ambiente con l'inclusione sociale. - ha commentato Giuseppe Rubechi, responsabile sostenibilità di Estra -. Essere un'azienda del territorio significa anche, necessariamente, sostenere chi è in difficoltà o vive in situazioni di marginalità e disagio. Da sempre siamo impegnati, non solo a far crescere la nostra azienda, ma anche ad offrire servizi e realizzare progetti di responsabilità sociale che migliorano la vita della comunità, offrendo opportunità di sport, di cultura, di risparmio e di inclusione".

"L'ortofrutteto solidale di Sollicciano rappresenta un modello virtuoso di come integrare inclusione sociale e rispetto per l'ambiente - ha dichiarato Sarah Nucera di AzzeroCo2. - Crediamo fortemente nel valore rieducativo del lavoro e nell'importanza di offrire nuove prospettive ai detenuti".
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