Al Maggio musicale fiorentino "partiamo da basi solidissime, però bisogna fare un progetto che deve essere moderno, nel senso che deve parlare della contemporaneità oltre che della grande tradizione dell'opera. Deve essere un progetto popolare perché deve riguardare tutta la città, noi facciamo servizio pubblico, abbiamo finanziamenti pubblici, quindi dobbiamo assolvere a una funzione che non può essere di nicchia. E deve essere sostenibile dal punto di vista finanziario ed economico". Così Carlo Fuortes, nuovo sovrintendente del Maggio musicale fiorentino, incontrando la stampa con il presidente della Fondazione, Dario Nardella.
"Questo è l'impegno che prendo - ha aggiunto Fuortes - e che dovrà portare a un nuovo progetto culturale e artistico e a un nuovo piano industriale della Fondazione. Sarà un progetto da fare in anni. Ci sono 20 anni di problemi e io non ho la bacchetta magica".
Fuortes ha poi detto di essere "venuto per fare un lavoro serio, per fare un lavoro non estemporaneo, per rimanere al Maggio e cercare di creare le condizioni per fare una programmazione di eccellenza da un lato e garantire anche la sostenibilità gestionale, operativa, economica e finanziaria".
Rispondendo poi alle domande dei giornalisti, Fuortes ha precisato: "Quando dico moderno parlo di un progetto che deve essere interdisciplinare, che non possa rivolgersi solo alla lirica, però le declinazioni sono infinite. Non sarà né il progetto di Pereira, né quello di Cutaia, sarà un progetto originale che avrà questo tracciato definito, ma il primo giorno sarebbe poco serio dire quale sarà questo progetto".
"Questo è l'impegno che prendo - ha aggiunto Fuortes - e che dovrà portare a un nuovo progetto culturale e artistico e a un nuovo piano industriale della Fondazione. Sarà un progetto da fare in anni. Ci sono 20 anni di problemi e io non ho la bacchetta magica".
Fuortes ha poi detto di essere "venuto per fare un lavoro serio, per fare un lavoro non estemporaneo, per rimanere al Maggio e cercare di creare le condizioni per fare una programmazione di eccellenza da un lato e garantire anche la sostenibilità gestionale, operativa, economica e finanziaria".
Rispondendo poi alle domande dei giornalisti, Fuortes ha precisato: "Quando dico moderno parlo di un progetto che deve essere interdisciplinare, che non possa rivolgersi solo alla lirica, però le declinazioni sono infinite. Non sarà né il progetto di Pereira, né quello di Cutaia, sarà un progetto originale che avrà questo tracciato definito, ma il primo giorno sarebbe poco serio dire quale sarà questo progetto".
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