Ascoltare i giovani e mantenere aperto il dialogo con loro. È l’appello di Piero Pelù che, a margine della consegna del premio Amnesty International a Firenze, ha risposto a una domanda sulle mobilitazioni studentesche e giovanili di questi giorni.
«Se i giovani hanno qualche cosa da dire vanno ascoltati e non repressi. Andare avanti a botte di Decreti sicurezza non risolverà nessun problema, anzi non farà altro che aumentare le divisioni», ha dichiarato il cantante.
Pelù ha richiamato anche la propria esperienza familiare per spiegare quanto ritenga necessario il confronto tra generazioni: «Ho figlie e nipoti e mi rendo conto benissimo che quando loro non si sentono ascoltati, allora è lì che scattano i meccanismi di ribellione, più o meno incosciente».
Un ragionamento che mette al centro la capacità di raccogliere le istanze dei ragazzi e comprenderne il disagio. Per Pelù, la risposta alle proteste deve passare da una relazione costante: «Quindi bisogna sempre tenere alto il livello di comunicazione con i giovani». Lo scrive la Nazione.
«Se i giovani hanno qualche cosa da dire vanno ascoltati e non repressi. Andare avanti a botte di Decreti sicurezza non risolverà nessun problema, anzi non farà altro che aumentare le divisioni», ha dichiarato il cantante.
Pelù ha richiamato anche la propria esperienza familiare per spiegare quanto ritenga necessario il confronto tra generazioni: «Ho figlie e nipoti e mi rendo conto benissimo che quando loro non si sentono ascoltati, allora è lì che scattano i meccanismi di ribellione, più o meno incosciente».
Un ragionamento che mette al centro la capacità di raccogliere le istanze dei ragazzi e comprenderne il disagio. Per Pelù, la risposta alle proteste deve passare da una relazione costante: «Quindi bisogna sempre tenere alto il livello di comunicazione con i giovani». Lo scrive la Nazione.
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