"E' per me un onore esser nato in una terra così fertile', rispose Giuliano Vangi, qualche anno fa, con la modestia che lo contraddistingueva, carattere distintivo di tutti i grandi, a chi gli aveva domandato che legame sentisse con il Mugello, con Barberino in particolare, il luogo che gli aveva dato i natali. E ricordando l'immenso artista che ci ha appena lasciato, voglio manifestare io l'onore e il sentimento di privilegio che avverto nei confronti di un maestro, un protagonista della scultura italiana del Novecento, che ha portato il nome della Toscana nel mondo". Così il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ricorda Giuliano Vangi, scomparso all'età di 93 anni il 26 marzo.
"Fertile appunto - prosegue Giani in una nota - come la terra mugellana, il suo lavoro si è dispiegato negli anni mettendo sempre in primo piano l'uomo contemporaneo, con le sue fragilità e la sua complessità, la sua sofferenza, ancora troppo giovane di fronte alla storia e ancora incapace di comprendere che non possiamo continuare a sfruttare la nostra terra e la natura".
"Scultore curioso, come amava definirsi, e aggiungo, generoso - sottolinea ancora Giani -, nel 2007 Vangi ha donato a Barberino la sua intera produzione grafica, perché ogni cittadino che ne avesse avuto voglia, potesse prenderne visione, disse. Vangi ci lascia un'eredità enorme, in Toscana, in Italia, nel mondo, fatta di bellezza e di messaggi universali. Perché l'arte è come un libro aperto scritto in una lingua accessibile a tutti gli uomini, indistintamente, e Giuliano Vangi ce lo ha dimostrato"
"Fertile appunto - prosegue Giani in una nota - come la terra mugellana, il suo lavoro si è dispiegato negli anni mettendo sempre in primo piano l'uomo contemporaneo, con le sue fragilità e la sua complessità, la sua sofferenza, ancora troppo giovane di fronte alla storia e ancora incapace di comprendere che non possiamo continuare a sfruttare la nostra terra e la natura".
"Scultore curioso, come amava definirsi, e aggiungo, generoso - sottolinea ancora Giani -, nel 2007 Vangi ha donato a Barberino la sua intera produzione grafica, perché ogni cittadino che ne avesse avuto voglia, potesse prenderne visione, disse. Vangi ci lascia un'eredità enorme, in Toscana, in Italia, nel mondo, fatta di bellezza e di messaggi universali. Perché l'arte è come un libro aperto scritto in una lingua accessibile a tutti gli uomini, indistintamente, e Giuliano Vangi ce lo ha dimostrato"
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