"Si coltivi la memoria superando la retorica, le giovani generazioni devono avere nel dna il senso di Resistenza a tutto ciò che è estremismo. Noi dobbiamo avere questo senso e portare avanti questo compito", "nel sangue degli innocenti trovare gli antidoti per trasmettere i valori. Abbiamo un presidente della Repubblica che ama la Toscana e che ci dà l'esempio su che cosa vuol dire essere garante della Costituzione". Lo ha detto il presidente della Toscana Eugenio Giani nel suo intervento a Civitella Val di Chiana (Arezzo), luogo di eccidio nazista il 29 giugno 1944 con 244 vittime civili.
"E' un grande onore per Civitella e per tutti i toscani e in particolare per i familiari delle vittime essere qui in una data fondamentale, a 80 anni, dalla data di liberazione della nostra regione per opera della Resistenza in una lotta portata avanti dai partigiani, dal ricostituito Esercito, dalla popolazione stanca di veder costretta ogni libertà, ogni possibilità di pensiero. Furono 4.500 le vittime inermi di stragi, che vissero, come a Civitella quell'onda di brutalità senza motivazione, da parte di ideologie ormai sconfitte. I colpi di coda furono drammatici come qui a Civitella, Cornia e San Pancrazio (le tre località del territorio rastrellate lo stesso giorno, ndr), 244 persone innocenti uccise, in un giorno tragico come il 29 giugno 1944".
Giani ha anche parlato dei padri costituenti, ha citato "il più toscano di tutti, Piero Calamandrei", ha detto, "è il tributo di sangue della Toscana che oggi rende omaggio ai propri caduti e che la ringrazia, come nella nostra Costituzione lungimirante e basata sullo spirito antifascista che sta alla base di libertà, democrazia e giustizia sociale".
"E' un grande onore per Civitella e per tutti i toscani e in particolare per i familiari delle vittime essere qui in una data fondamentale, a 80 anni, dalla data di liberazione della nostra regione per opera della Resistenza in una lotta portata avanti dai partigiani, dal ricostituito Esercito, dalla popolazione stanca di veder costretta ogni libertà, ogni possibilità di pensiero. Furono 4.500 le vittime inermi di stragi, che vissero, come a Civitella quell'onda di brutalità senza motivazione, da parte di ideologie ormai sconfitte. I colpi di coda furono drammatici come qui a Civitella, Cornia e San Pancrazio (le tre località del territorio rastrellate lo stesso giorno, ndr), 244 persone innocenti uccise, in un giorno tragico come il 29 giugno 1944".
Giani ha anche parlato dei padri costituenti, ha citato "il più toscano di tutti, Piero Calamandrei", ha detto, "è il tributo di sangue della Toscana che oggi rende omaggio ai propri caduti e che la ringrazia, come nella nostra Costituzione lungimirante e basata sullo spirito antifascista che sta alla base di libertà, democrazia e giustizia sociale".
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