E' piovuto più del solito quest'anno, a primavera e a giugno, e "forse anche per questo, ma anche per le forze e l'organizzazione messe in campo e i non troppi eventi in contemporanea, ci sono stati meno incendi di boschi o meno gravi" in Toscana quest'anno fino a settembre.
Lo rende noto la Regione che al momento parla di "bilancio decisamente positivo", in base al bilancio presentato ieri al Centro regionale antincendi boschivi della Pineta a Monticiano nel Senese, dove si addestrano solo forestali e volontari di tutto il Paese.
In particolare nei primi nove mesi dell'anno "si contano in tutta la regione 210 incendi boschivi: quasi la metà (ridotti del 44%) rispetto alla media degli ultimi dieci anni. Un successo. Meno incendi rispetto al 2023 (quando se ne registrarono 242), meno incendi rispetto al 2022 (571) e al 2021 (405).
Inoltre si è ridotta (a un terzo) anche la superficie boscata percorsa dalle fiamme: fino al 30 settembre, un dato per ora stimato in attesa dei rilievi ufficiali, risulta di 283 ettari rispetto agli 855 della media decennale, dove 145 ettari di quest'anno sono l'esito di soli quattro incendi (a gennaio a Roccalbegna in provincia di Grosseto, il 27 luglio e 25 agosto nel senese a San Casciano dei Bagni e a Abbadia San Salvatore, il 13 agosto a Massa). Un abisso rispetto ai 2.065 ettari di bosco bruciati nel 2022, i 1.567 del 2019, i 1.277 del 2018 (l'anno dell'incendio a Calci sui Monte Pisani) e i 2.079 del 2017".
Luglio ed agosto sono stati anche quest'anno i mesi più impegnati per l'Organizzazione antincendi boschivi toscana: 74 incendi nel primo mese e 85 nel secondo. Ancora "la provincia toscana con più incendi boschivi è Grosseto (51), seguono Firenze (33) e Siena (32)" che però è "prima guardando la superficie percorsa dalle fiamme con 93 ettari".
"E' stato un anno più fortunato, ma è un dato che non può farci stare tranquilli - commenta la vice presidente e assessore all'agricoltura della Toscana Stefania Saccardi - perché le stagioni con cui ci confrontiamo sono sempre più siccitose e con temperature altissime, che non sono mancate neppure stavolta. Per cui il rischio incendi è sempre molto alto".
Per Saccardi è "importante che la macchina continui a lavorare e lavori bene: in collaborazione con i quattromila volontari che sono sicuramente un valore aggiunto e che ringrazio, in collaborazione con vigili del fuoco e carabinieri forestali ed utilizzando a Monticiano il centro di addestramento e formazione di altissimo livello della Pineta".
Sempre Saccardi evidenzia come cambiando il clima cambiano anche gli incendi. "Negli ultimi dieci anni il periodo a rischio per lo sviluppo di incendi si è allungato - spiega -. Per fronteggiare periodi di rischio così lunghi e intensi occorre mettere in campo organizzazioni di anticendio boschivo sempre più flessibili, spiegate al massimo livello di operatività quando necessario ma ridotte al minimo dei periodi di minor rischio".
La Toscana per mantenere ed aggiornare la macchina organizzativa che opera nella previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi investe circa 16 milioni l'anno, compreso il contratto per gli elicotteri. Il 40% cento è destinato alla prevenzione, la cui importanza è stata sottolineata.
Lo rende noto la Regione che al momento parla di "bilancio decisamente positivo", in base al bilancio presentato ieri al Centro regionale antincendi boschivi della Pineta a Monticiano nel Senese, dove si addestrano solo forestali e volontari di tutto il Paese.
In particolare nei primi nove mesi dell'anno "si contano in tutta la regione 210 incendi boschivi: quasi la metà (ridotti del 44%) rispetto alla media degli ultimi dieci anni. Un successo. Meno incendi rispetto al 2023 (quando se ne registrarono 242), meno incendi rispetto al 2022 (571) e al 2021 (405).
Inoltre si è ridotta (a un terzo) anche la superficie boscata percorsa dalle fiamme: fino al 30 settembre, un dato per ora stimato in attesa dei rilievi ufficiali, risulta di 283 ettari rispetto agli 855 della media decennale, dove 145 ettari di quest'anno sono l'esito di soli quattro incendi (a gennaio a Roccalbegna in provincia di Grosseto, il 27 luglio e 25 agosto nel senese a San Casciano dei Bagni e a Abbadia San Salvatore, il 13 agosto a Massa). Un abisso rispetto ai 2.065 ettari di bosco bruciati nel 2022, i 1.567 del 2019, i 1.277 del 2018 (l'anno dell'incendio a Calci sui Monte Pisani) e i 2.079 del 2017".
Luglio ed agosto sono stati anche quest'anno i mesi più impegnati per l'Organizzazione antincendi boschivi toscana: 74 incendi nel primo mese e 85 nel secondo. Ancora "la provincia toscana con più incendi boschivi è Grosseto (51), seguono Firenze (33) e Siena (32)" che però è "prima guardando la superficie percorsa dalle fiamme con 93 ettari".
"E' stato un anno più fortunato, ma è un dato che non può farci stare tranquilli - commenta la vice presidente e assessore all'agricoltura della Toscana Stefania Saccardi - perché le stagioni con cui ci confrontiamo sono sempre più siccitose e con temperature altissime, che non sono mancate neppure stavolta. Per cui il rischio incendi è sempre molto alto".
Per Saccardi è "importante che la macchina continui a lavorare e lavori bene: in collaborazione con i quattromila volontari che sono sicuramente un valore aggiunto e che ringrazio, in collaborazione con vigili del fuoco e carabinieri forestali ed utilizzando a Monticiano il centro di addestramento e formazione di altissimo livello della Pineta".
Sempre Saccardi evidenzia come cambiando il clima cambiano anche gli incendi. "Negli ultimi dieci anni il periodo a rischio per lo sviluppo di incendi si è allungato - spiega -. Per fronteggiare periodi di rischio così lunghi e intensi occorre mettere in campo organizzazioni di anticendio boschivo sempre più flessibili, spiegate al massimo livello di operatività quando necessario ma ridotte al minimo dei periodi di minor rischio".
La Toscana per mantenere ed aggiornare la macchina organizzativa che opera nella previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi investe circa 16 milioni l'anno, compreso il contratto per gli elicotteri. Il 40% cento è destinato alla prevenzione, la cui importanza è stata sottolineata.
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