È quanto spiega il direttore dell'Istituto storico della Resistenza della Toscana Matteo Mazzoni

"Le cariche di presidente, vicepresidente e consigliere dell'Isrt sono gratuite e senza gettoni, basate solo su volontariato e dedizione personale". È quanto spiega il direttore dell'Istituto storico della Resistenza della Toscana Matteo Mazzoni dopo il dibattito politico degli ultimi giorni in merito ai conti della struttura.
    
"I numeri e i documenti pubblicati nella sezione amministrazione trasparente dell'Isrt rappresentano una parte del bilancio dell'Istituto e corrispondono a quelli richiesti dalla legge in materia di comunicazione della destinazione delle risorse alle cariche sociali e agli associati dell'ente - precisa in una nota Mazzoni -. Dal novembre 2022 l'istituto è iscritto al terzo settore e come tale il suo bilancio è consultabile sul Registro unico del terzo settore".

    
Dal 2020, si spiega dall'Istituto, "Isrt ha accresciuto enormemente i propri impegni in ogni settore: dalla conservazione del patrimonio, alla didattica, alla ricerca e alla divulgazione scientifica. Ciò è stato possibile grazie al lavoro del personale e di un numero crescente di giovani collaboratori, altamente qualificati, spesso nostri soci. Grazie a tutti loro l'Istituto ha offerto servizi alla popolazione della città e del territorio, grazie a loro l'Istituto ha vinto importanti bandi che hanno consentito di accrescere le attività. I Consigli direttivi che si sono succeduti sotto la guida di Giuseppe Matulli e adesso di Vannino Chiti hanno deciso di rafforzare il personale attraverso la stabilizzazione di una posizione e l'aumento progressivo delle ore dei dipendenti part-time. La tutela della dignità del lavoro e dei lavoratori, di dipendenti e collaboratori, è la bussola di queste scelte". 
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