Laura Bovoli al processo attacca “il moralismo di Turco“

Dopo Tiziano Renzi, anche Laura Bovoli, madre di Matteo Renzi, ha rilasciato dichiarazioni spontanee al processo per bancarotta fraudolenta e false fatturazioni in cui è imputata insieme al marito e altre 13 persone.

"Il pm Turco mi giudica come madre con commenti che si sarebbe potuto risparmiare - ha detto la donna - perché non attengono al codice penale e non credo viviamo in uno Stato etico. Sindacare su come una donna sia stata una 'buona madre' per ciò che abbiamo fatto, dopo essere stati ingiustamente arrestati, è incommentabile".

"Il pm si erge a guardiano della morale, non del rispetto delle leggi dello Stato", ha aggiunto Bovoli sottolineando che poi "il pm non dice nulla sul mio coinvolgimento nella cooperativa Marmodiv perché sa che non c'entro nulla".

Turco, ha proseguito la madre del leader di Italia Viva, ignora "una storia di 30 anni di attività" di impresa "che nel 2024 avrebbe compiuto 40 anni se non avesse incontrato lo stesso pm che ha arrestato me, mio marito, indagato tre volte mio marito, indagato due volte mio figlio, indagato mio genero, indagato mia figlia".

La donna ha poi elencato le inchieste che hanno riguardato la sua famiglia: "Marmodiv, traffico di influenze, Open, le conferenze di Matteo, il processo impropriamente definito Unicef".


Il pm Luca Turco non ha replicato. Il presidente del collegio Fabio Frangini, dopo aver autorizzato il deposito di alcuni documenti, ha dichiarato chiuso il dibattimento rinviando l'udienza al prossimo 24 luglio quando è prevista la sentenza.
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