"Con l'aggravante di aver commesso i delitti di trasferimento fraudolento al fine di occultare la più grave condotta di concorso nelle stragi ascrivibile a Silvio Berlusconi e allo stesso Dell'Utri, per la quale Berlusconi è stato indagato unitamente al medesimo Dell'Utri, sino al momento del suo decesso avvenuto in epoca successiva all'ultima elargizione contestata, costituendo le erogazioni di quest'ultimo il quantum percepito da Dell'Utri per assicurare l'impunità a Silvio Berlusconi". Così la Direzione distrettuale antimafia di Firenze nell'atto di chiusura indagini sul flusso di denaro che per anni è intercorso tra l'ex presidente del Consiglio e il suo storico braccio destro, frutto secondo la ricostruzione proprio di un debito di riconoscenza per il silenzio mantenuto dall'ex senatore di Forza Italia di fronte agli inquirenti.
Con Dell'Utri è indagata la moglie Miranda Ratti. Oltre alla violazione della normativa antimafia, per la mancata comunicazione delle variazioni patrimoniali nonostante la condanna definitiva per concorso in associazione mafiosa (da qui il sequestro di parte delle somme, circa 10,8 milioni), i pubblici ministeri fiorentini hanno formulato una seconda imputazione, quella di intestazione fittizia di beni.
Il reato in questo caso - scrive "La Repubblica" che ha pubblicato oggi la notizia - è legato a 15 bonifici, per un totale di 8 milioni di euro, versati da Berlusconi alla stessa Miranda Ratti, con l'obiettivo secondo gli inquirenti di "eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione".
Le transazioni finanziarie sono state ricostruite da una perizia disposta dai pm Luca Tescaroli, Luca Turco, e Lorenzo Gestri. Dell'Utri avrebbe avuto incrementi patrimoniali per circa 42 milioni, legati in larga parte ai versamenti fatti da Berlusconi tra il 2012 e il 2021 (circa 28 milioni di euro). Causa prescrizione, la procura di Firenze si è concentrata sulle somme raccolte dal 2017, 13,4 milioni, ottenendo il sequestro di circa 10,8 milioni (parte dei quali bloccati sui conti di Marina e Piersilvio Berlusconi).
Con Dell'Utri è indagata la moglie Miranda Ratti. Oltre alla violazione della normativa antimafia, per la mancata comunicazione delle variazioni patrimoniali nonostante la condanna definitiva per concorso in associazione mafiosa (da qui il sequestro di parte delle somme, circa 10,8 milioni), i pubblici ministeri fiorentini hanno formulato una seconda imputazione, quella di intestazione fittizia di beni.
Il reato in questo caso - scrive "La Repubblica" che ha pubblicato oggi la notizia - è legato a 15 bonifici, per un totale di 8 milioni di euro, versati da Berlusconi alla stessa Miranda Ratti, con l'obiettivo secondo gli inquirenti di "eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione".
Le transazioni finanziarie sono state ricostruite da una perizia disposta dai pm Luca Tescaroli, Luca Turco, e Lorenzo Gestri. Dell'Utri avrebbe avuto incrementi patrimoniali per circa 42 milioni, legati in larga parte ai versamenti fatti da Berlusconi tra il 2012 e il 2021 (circa 28 milioni di euro). Causa prescrizione, la procura di Firenze si è concentrata sulle somme raccolte dal 2017, 13,4 milioni, ottenendo il sequestro di circa 10,8 milioni (parte dei quali bloccati sui conti di Marina e Piersilvio Berlusconi).
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