Ancora problemi per l'ex sovrintendente, arrivato nel 2019

Scatta il sequestro di 126 mila euro (per la precisione 126.483,61 euro) sui beni di Alexander Pereira, l'ex sovrintendente del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. C'è il rischio che quel patrimonio venga disperso e sia impossibile recuperarlo in attesa di una sentenza definitiva limitatamente all'accusa di peculato: così ha deciso il Tribunale del Riesame di Firenze che, per la seconda volta, ha accolto la richiesta della Procura. La notizia è riportata oggi dal "Corriere Fiorentino".
      
Nel giugno scorso, il tribunale del Riesame aveva disposto il 
sequestro preventivo di 126 mila euro sui conti di Pereira, ribaltando una decisione del Gip. Poi la Cassazione, a novembre scorso, ha annullato il sequestro e disponendo un nuovo giudizio. Ora la parola è ritornata al Riesame. La decisione arriva all'indomani della richiesta di rinvio a giudizio della Procura per l'ex sovrintendente accusato non solo di peculato per le presunte "spese allegre" sostenute a carico della Fondazione del Maggio ma anche di malversazione per aver utilizzato, in maniera impropria, i 35 milioni messi a disposizione dal Fondo governativo per la ripatrimonializzazione degli enti lirici-sinfonici.
      
Pereira era arrivato a Firenze nel 2019, ingaggiato con uno stipendio 
annuo di 240 mila euro. La Procura contesta all'ex sovrintendente di aver ottenuto il rimborso di spese personali e di aver utilizzato la carta di credito della Fondazione per acquisti non inerenti la sua funzione e non previsti dal contratto. Oltre al conto di oltre 24 mila euro per il trasloco dalla sua abitazione di Milano a San Casciano Val di Pesa, c'è una nota di 4.600 euro per l'albergo, quando, tra dicembre 2019 e febbraio 2020, stava cercando casa. Pereira si sarebbe poi fatto pagare l'affitto della sua abitazione da due fondazioni estere, che ritenevano di aver sponsorizzato il Maggio Musicale. C'è il rischio, per il Riesame, che l'ex sovrintendente dissipi quei 126 mila euro, la somma corrispondente al profitto dei reati. Nonostante fosse a conoscenza delle indagini, secondo i giudici, ha continuato a svuotare il conto corrente sul quale veniva accreditato lo stipendio, trasferendo il denaro su un conto estero.
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