Ida Balò testimonia l'eccidio di Civitella del 1944

"Presidente Mattarella, sono passati 80 anni ma nella mia mente tutto è rimasto come allora", "a distanza di tanti anni rimane la tenacia e il ricordo" per quegli eventi. Lo ha detto Ida Balò, superstite bambina della strage nazista di Civitella Val di Chiana (Arezzo) del 29 giugno 1944, dove vennero uccisi 244 civili, fra cui suoi familiari insieme al padre, rivolgendosi al presidente Sergio Mattarella. Ida Balò è presidente dell'associazione dei familiari 'Civitella ricorda'.

"I soldati tedeschi fecero irruzione in chiesa intimandoci di uscire, l'arciprete don Alcide Lazzeri ci invitava alla calma e alla preghiera - ha riportato la sua testimonianza - Fuori c'era un plotone schierato con mitragliatrici e fucili spianati", "alcuni soldai ridevano", "cominciarono a dividere uomini da donne e bambini". "Mentre ci allontanavamo dal paese incontrammo solo morte e distruzione, cadaveri a terra, case date alle fiamme, io impietrita corsi col pensiero a mio padre che non si trovava lì in quel momento", "ebbi il pensiero insistente del babbo che mi tormentava", "la speranza era di vederlo", "non ebbi il tempo di salutarlo nemmeno per l'ultima volta".
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