Imbrattate a Firenze, in via Pagnini, le pietre d'inciampo che ricordano un'intera famiglia vittima della Deportazione.
L'assessora Maria Federica Giuliani e la presidente del Comitato delle Pietre d'inciampo Donata Bianchi rendono noto e condannano "l'atto vile di imbrattamento in memoria di Stella, Enzo e Rodolfo Passigli", "un'anziana madre e i due figli, deportati ad Auschwitz con il treno della morte l'8 marzo 1944 e qui assassinati il 10 aprile 1944 dopo un breve passaggio dal campo di concentramento di Fossoli".
L'imbrattamento è stato fatto con vernice o acido. I rilievi sono in corso per stabilirlo e per stimare l'entità del danno.
"Le pietre d'inciampo non sono semplici placche di ottone - affermano Giuliani e Bianchi -. Sono memoria viva dei crimini nazifascisti, sono inciampi in orrori della storia, sono il ritorno a casa di coloro che furono trascinati via dalla vita per essere gettati nel tunnel delle violenze omicide dei campi di sterminio. Danneggiarle è atto grave perché nega gli orrori del nazifascismo e aggredisce la memoria di donne e uomini, bambine e bambine che quelle pietre vogliono riportare vicino al nostro cuore. Condanniamo quindi con forza il gesto vigliacco" in via Pagnini.
L'assessora Maria Federica Giuliani e la presidente del Comitato delle Pietre d'inciampo Donata Bianchi rendono noto e condannano "l'atto vile di imbrattamento in memoria di Stella, Enzo e Rodolfo Passigli", "un'anziana madre e i due figli, deportati ad Auschwitz con il treno della morte l'8 marzo 1944 e qui assassinati il 10 aprile 1944 dopo un breve passaggio dal campo di concentramento di Fossoli".
L'imbrattamento è stato fatto con vernice o acido. I rilievi sono in corso per stabilirlo e per stimare l'entità del danno.
"Le pietre d'inciampo non sono semplici placche di ottone - affermano Giuliani e Bianchi -. Sono memoria viva dei crimini nazifascisti, sono inciampi in orrori della storia, sono il ritorno a casa di coloro che furono trascinati via dalla vita per essere gettati nel tunnel delle violenze omicide dei campi di sterminio. Danneggiarle è atto grave perché nega gli orrori del nazifascismo e aggredisce la memoria di donne e uomini, bambine e bambine che quelle pietre vogliono riportare vicino al nostro cuore. Condanniamo quindi con forza il gesto vigliacco" in via Pagnini.
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