Ieri è stato approvato in Palazzo Vecchio il nuovo Poc, il piano urbanistico che stabilisce regole e dà indicazioni per la Firenze dei prossimi anni.
L’approvazione ha avuto 19 voti favorevoli e 13 contrari e ha visto lo strappo definitivo con l’ex assessora Cecilia Del Re.
Housing sociale senza monetizzazioni
Stop alle monetizzazioni selvagge. Basta con la regola, stra abusata in questi anni, per cui chi costruisce nuove case può evitare di destinarne il 20% all’affitto calmierato versando soldi al Comune. Annunciata a giugno scorso da Nardella la norma entra ora nel Poc dopo una serie di aggiustamenti e limature, anche sul finale. La ratio è quella stabilita nei mesi scorsi sull’onda della protesta per il caro casa: per un privato pagare un obolo anziché fare un tot di housing sociale sarà vietato per tutti gli interventi di tipo residenziale, costruzioni ex novo o ristrutturazioni previa demolizione che siano. Sarà ancora consentito solo nel caso delle ristrutturazioni di immobili esistenti a fini residenziali e per gli interventi cosiddetti “conservativi” (con cambio di destinazione). Ma va detto che d’ora in poi più che ristrutturazioni sono attese molte nuove costruzioni - dall’area ex Nucci a Novoli all’ex Ogr alla Leopolda - e questo secondo il Comune consentirà di avere quasi 500 nuovi alloggi ad affitto calmierato, considerando lo stop alla monetizzazione. Nei casi di demolizione e ricostruzione sarà vietato monetizzare ma il privato potrà delocalizzare la sua quota di housing, cioè costruirla non nello stesso palazzo ma altrove, purchè sempre nella stessa area. Regola che non varrà per le nuove costruzioni. Il periodo in cui il privato sarà obbligato - da convenzione - a fare un tot di affitto calmierato aumenta: da 12 a 20 anni. Per quanto riguarda gli interventi residenziali di ristrutturazione di immobili esistenti, con l’ultimo emendamento del sindaco la quota di housing passa al 20%, non più il 10%. Ma in questo caso come detto il privato potrà anche scegliere di monetizzare. Sia che si tratti di interventi sotto i 2 mila che tra 2 e 15 mila mq sia oltre i 15. Dalle monetizzazioni ancora possibili nei prossimi anni il Comune stima di avere 7,5 milioni. Che dovranno servire per rendere fruibili 300 case popolari ed edilizia studentesca.
Studentati, si cambia
Marcia indietro sugli studentati che sono stati la nouvelle vague dell’ultimo lustro, tutti di lusso e prevalentemente per stranieri. La protesta delle sinistre e la richiesta di un referendum comunale arrivata dai comitati ha spinto Nardella, complice anche la nuova maggioranza schleiniana del Pd, a cambiare rotta. Con il seguente risultato finale. Per cominciare, stop alla possibilità di aprire studentati in immobili a destinazione direzionale nell’area Unesco: «L’insediamento dell’uso è vietato nel nucleo storico (zona A-sottozona A1) sia nella disciplina ordinaria che nelle trasformazioni» si legge nel Poc. Un colpo di spugna netto. E non il solo. Anche sull’uso temporaneo turistico-ricettivo degli studentati salta fuori una nuova regola: gli studentati avranno la possibilità di fare 60 giorni di ostello massimi: 30 obbligatori in agosto (in base all’ultimo emendamento del sindaco), altri 30 comunicando preventivamente al Comune il periodo scelto. Questo però solo ad una condizione: solo cioè se il privato accetterà di dare almeno il 30% dei posti letto in convenzione per gli studenti a basso reddito. Non è chiaro se all’Azienda regionale per il diritto allo studio (Dsu) che alloggia i fuori sede svantaggiati oppure a un altro soggetto (Casa spa?) che li gestirà. Anche gli studentati già esistenti, oltre ai nuovi, dovranno adeguarsi: tutti dovranno cioè dare almeno il 20% dei posti letto a prezzi calmierati. Il 30% se vogliono fare 60 giorni di turistico-ricettivo. Altra norma nel Poc: gli immobili direzionali ex pubblici che diventano privati non porteranno con sè automaticamente la destinazione direzionale che consente gli studentati, servirà l’ok del Consiglio comunale. Sia come sia nei prossimi anni preparatevi perchè vedremo molti nuovi studentati, da Novoli a via Mannelli a Pietrapiana. Ma con le nuove norme il Comune conta di avere 1.000 nuovi posti letto calmierati per studenti. E le convenzioni saranno ventennali.
Traffico alleggerito con altri sottopassi
Un prolungamento in sotterranea del raccordo di Varlungo che porterà fino a via della Chimera al Gignoro, permettendo alle macchine che arrivano dall’autostrada di raggiungere un nuovo parcheggio scambiatore da 1.500 posti e da lì di prendere la futura linea di tramvia Rovezzano-Campo di Marte-Libertà o il treno. Un nuovo sottopasso per le auto anche tra via Mannelli e via Luca Giordano in corrispondenza del Ponte al Pino, che permetterà di realizzare un asse di deflusso parallelo alla ferrovia. E poi due sottoattraversamenti della ferrovia nella zona di Rifredi, con un sottopasso per le auto tra viale Cadorna e via Lami sull’asse Crispi-Paoletti e un altro solo pedonale in via del Romitino. Il Poc disegna anche inusitati scenari urbani di mobilità. Confermata la nuova strada Rosselli-Pistoiese di cui si discute da un ventennio: correrà parallela alla ferrovia Porta al Prato-Cascine collegando la Leopolda all’Indiano alleggerendo così il traffico su Baracca-Ponte alle Mosse e Porta Nuova-Toselli. Rimandato un vero “passante urbano” in sotterranea per il collegamento est-ovest della città. E posticipato pure il possibile allargamento della sede stradale di viale Pieraccini. Però per migliorare la vivibilità di Novoli si prevede di interrare in gran parte il viale Guidoni. E poi le nuove tramvie per Campo Marte, Rovezzano, Gavinana. Tra la futura linea 4 Leopolda-Piagge-Campi Bisenzio e la linea 2 sarà creato un collegamento spola su bussini a guida autonoma. Stessa tecnologia tra lo scambiatore previsto all’Osmannoro e la futura linea 4. Ed è confermato anche lo studio sull’allungamento della tramvia tra San Marco e via Martelli. Anche se con via Cavour appena rifatta (alberi d’arancio in arrivo) e il no della Prefettura sarà molto improbabile. Sì anche allo studio su un parcheggio sotto piazza del Cestello, anche se la Soprintendenza rimane un rebus. I nuovi posti auto previsti in superficie sono invece oltre 700.
La svolta green tra parchi e ricariche elettriche
Un milione e mezzo di metri quadrati di nuove aree verdi pubbliche. Dal Parco Florentia all’Argingrosso (643.000 metri quadrati) all’ampliamento dell’area verde del Mezzetta fino a San Salvi (18.500), dall’allargamento dell’Anconella (29.000) alla nuova area verde al Guarlone (14.000) fino alla trasformazione in parco dell’area incolta tra via Jahier e via dei Bruni (11.500), l’ampliamento del parco di Sollicciano per 11 ettari, il nuovo verde a disposizione con la riqualificazione dell’area sportiva di Campo di Marte (128 mila mq), una nuova area verde in via Pistoiese (6 mila mq), la trasformazione di un’area incolta sulla collina di Trespiano per 170 mila mq e una nuova area verde in via dei Montughi per 26 mila metri quadrati. C’è un ampio capitolo green nel Poc. Fatto di previsioni di nuovi parchi ma anche di mosse per la cosiddetta depavimentazione (da un’ampia parte della Mercafir ai nuovi parcheggi senza asfalto e permeabili) e di una “cura dell’ombra”. Con la previsione per tutti gli interventi edilizi pubblici (strade, marciapiedi, parcheggi) di una «copertura arborea minima del 70% a maturità», cioè con alberi a chioma larga. Anche se si tratta di piccolissimi fazzoletti di terra, dove nasceranno i cosiddetti «pocket garden». Non tutti accontentati, va detto: il comitato di Ponte a Greve protesta per i 25 mila metri quadrati di nuovo verde spariti dalle previsioni sul quartiere, dove si prevede la nascita di una nuova chiesa in un terreno privato. Altra mossa green sulle stazioni di ricarica elettrica: potranno aprire anche pompe senza benzina come chiesto da colossi tipo Q8. Mentre porte chiuse a molte aziende agricole che chiedevano di realizzare zone ricettive.
Il futuro del San Giovanni di Dio
Niente case per ricchi e studentati, nell’ex San Giovanni di Dio. Sull’ex ospedale dismesso che affaccia su piazza Ognissanti Palazzo Vecchio si gioca una mossa finale con l’obiettivo di sedare le polemiche sulla speculazione. Ma gli eredi del leggendario Amerigo Vespucci, alla cui famiglia appartenne in passato l’antico ospedale, si dicono ora pronti alla guerra legale e ad azioni clamorose. Col Poc il Comune sancisce che nel San Giovanni di Dio si potrà fare direzionale nella parte monumentale e residenza ma soltanto ad affitto calmierato nei 3.200 metri quadrati sul retro di Borgognissanti.
I no a Università e Misericordia, il sì a Unipol-Sai
Cemento all’arrembaggio alle ex Ogr dietro la Leopolda, opzionate da un fondo lussemburghese e dove nasceranno residenze, alberghi e commerciale, ma anche nelle aree ex Nucci di Novoli (via Gemignani e viale Guidoni), comprate da una società immobiliare inglese che farà case e direzionale. Anche nell’ex Telecom di fronte al tribunale previsti residenza, commerciale, direzionale. E poi il nuovo resort di Costa San Giorgio, il nuovo mega albergo nell’ex ospedale militare San Gallo. I nuovi alberghi sono vietati e il principio dei volumi zero è confermato ma il Poc certifica anche l’ok a decine di operazioni immobiliari frutto di accordi passati, previsioni extra Piano e contenziosi. Molto residenziale, poco artigianale: il Poc prevede solo poche centinaia di metri quadrati di nuovi insediamenti produttivi. In compenso agli stabilimenti esistenti viene data la possibilità di allargarsi del 30% della superficie per sopravvivere. Anche al residenziale nei contesti dove sia possibile, per non far scappare altri abitanti.
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