Presentata ieri a Prato la trasformazione del Politeama Pratese, da società per azioni a Fondazione di partecipazione pubblica e privata

"Cambiare è la regola della vita. E quelli che guardano solo al passato o al presente, sicuramente perderanno il futuro". Si apre con una citazione di John Fitzgerald Kennedy la relazione della presidente Beatrice Magnolfi con cui è stata presentata ieri a Prato la trasformazione del Politeama Pratese, da società per azioni a Fondazione di partecipazione pubblica e privata.  

Un teatro che guarda al futuro, spiega una nota, e che ieri,proprio nell'anniversario della scomparsa della compianta Elvira Trentini (anima del Politeama insieme a Roberta Betti), ha posto un altro tassello fondamentale per dotarsi di una veste giuridica funzionale e idonea per la sua missione culturale e sociale. Si è costituita formalmente la Fondazione Politeama Pratese, alla presenza della notaia Laura Biagioli e di fronte a una platea composta dal socio pubblico (Comune di Prato) e da altri soci fondatori (fra i presenti, Confindustria Toscana nord e la Fondazione cassa di risparmio di Prato). Tutti sono entrati nella nuova compagine della Fondazione. Un percorso innovativo,che non ha altri precedenti in Italia, iniziato con un voto del consiglio comunale quasi prima della pandemia e che non finisce con la delibera approvata dall'assemblea dei soci: perché la neonata Fondazione possa camminare con le proprie gambe occorrerà il riconoscimento della personalità giuridica da parte della Regione Toscana, atteso prima dell'estate. Ieri L'assemblea ha nominato gli organi sociali della Fondazione Formati dal consiglio di amministrazione e dall'organo di controllo.

"Mi ha subito convinto l'idea che il Politeama possa diventare un organismo dichiaratamente no profit in cui convergono tutte le forze cittadine perché il legame con la città è nel Dna di questo teatro la cui partenza si deve trent'anni fa a Roberta Betti ed Elvira Trentini", ha detto il neopresidente della Fondazione Beatrice Magnolfi. Il nuovo modello giuridico consentirà al teatro di aprirsi a nuove forme di contribuzione pubblica e privata nonché all'ingresso di nuovi soci che, insieme ai soci fondatori, potranno contribuire a garantire la solidità della struttura. 
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