Una Tosca "diversa", trasportata negli anni '30 del XX secolo, ma con un rispetto filologico del testo pucciniano: è la Tosca nell'allestimento di Massimo Popolizio che, dal 24 maggio, chiuderà la programmazione operistica dell'86/a edizione del Festival del Maggio Musicale Fiorentino. Sul podio, alla guida dell'Orchestra e del Coro del Maggio e del Coro di voci bianche dell'Accademia del Maggio il direttore principale Daniele Gatti: Vanessa Goikoetxea sarà Floria Tosca, Piero Pretti sarà Mario Cavaradossi, e Alexey Markov il barone Scarpia
"Ci sono delle meravigliose edizioni di Tosca, che hanno fatto la storia", ha detto Gatti, secondo cui però "c'è un atteggiamento di onestà intellettuale che noi e soprattutto, credo, spero, la nuova generazione di musicisti deve tenere in considerazione: risuonare Tosca per la settecentesima volta così non interessa a nessuno, abbiamo delle meravigliose Tosche a casa nostra, abbiamo dei meravigliosi schermi al plasma e comodissimi divani per andare ad ascoltarle: superiamo tutto questo e cerchiamo di capire se oggi il nostro compito di interpreti non debba essere più votato a cercare di riportare alla luce quello che noi pensiamo sia l'idea del compositore"
"Ciò che abbiamo cercato di pensare e mettere in scena - ha spiegato Popolizio - è una trasposizione temporale in una Roma bellissima e violenta che non muta però la sostanza del racconto e, soprattutto, non cambia quelli che sono i rapporti fra i protagonisti in scena"
La prima recita è completamente esaurita in ogni ordine di posto, le repliche del 26 e del 6 giugno sono in via di rapido esaurimento, mentre disponibilità residue ci sono nelle recite del 3 e 8 giugno.
"Ci sono delle meravigliose edizioni di Tosca, che hanno fatto la storia", ha detto Gatti, secondo cui però "c'è un atteggiamento di onestà intellettuale che noi e soprattutto, credo, spero, la nuova generazione di musicisti deve tenere in considerazione: risuonare Tosca per la settecentesima volta così non interessa a nessuno, abbiamo delle meravigliose Tosche a casa nostra, abbiamo dei meravigliosi schermi al plasma e comodissimi divani per andare ad ascoltarle: superiamo tutto questo e cerchiamo di capire se oggi il nostro compito di interpreti non debba essere più votato a cercare di riportare alla luce quello che noi pensiamo sia l'idea del compositore"
"Ciò che abbiamo cercato di pensare e mettere in scena - ha spiegato Popolizio - è una trasposizione temporale in una Roma bellissima e violenta che non muta però la sostanza del racconto e, soprattutto, non cambia quelli che sono i rapporti fra i protagonisti in scena"
La prima recita è completamente esaurita in ogni ordine di posto, le repliche del 26 e del 6 giugno sono in via di rapido esaurimento, mentre disponibilità residue ci sono nelle recite del 3 e 8 giugno.
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