Il Pegaso d'oro, la massima onorificenza della Regione Toscana, è stato consegnato oggi all'Associazione fra i Familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993.
A ricevere il riconoscimento il presidente dell'Associazione Luigi Dainelli, che dopo i ringraziamenti alla Regione, ha voluto affidare il riconoscimento a Walter Ricoveri, seduto in prima fila, che fu tra coloro che costituirono il primo comitato di via Lambertesca e poi l'Associazione Familiari insieme a Giovanna Maggiani Chelli.
"E' un'associazione che ha avuto il pregio di essere sempre lì, incalzante - ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani, intervenuto insieme ai magistrati Giuseppe Nicolosi e Alessandro Crini - a raccogliere documentazione, elementi che arrivavano dalla società civile, e di relazionarsi in modo diretto con i magistrati svolgendo un'azione preziosa. Non solo, attraverso l'associazione, abbiamo potuto organizzare tanti momenti importanti di approfondimento, di studio e di cultura della memoria che, come ha detto il presidente Mattarella a Civitella Val di Chiana, è la base per costruire il futuro".
Attraverso la testimonianza di Nicolosi e Crini, peraltro, "è stato ricordato come la Procura di Firenze, con le sue indagini accurate sulla strage dei Georgofili - ha aggiunto Giani -, non solo ha fatto un lavoro prezioso che ha riallineato tutti i tasselli portando a 15 ergastoli e alla punizione quantomeno degli esecutori materiali, ma addirittura è arrivata a capire già nel '93, '94 che chi aveva perpetrato la strage dei Georgofili era lo stesso responsabile della strage di via d'Amelio, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta. Una pista talmente vera che sarà confermata nel 2008 da Gaspare Spatuzza quando da pentito fornirà elementi essenziali, testimoniando quindici anni dopo che quella intuizione era giusta".
A ricevere il riconoscimento il presidente dell'Associazione Luigi Dainelli, che dopo i ringraziamenti alla Regione, ha voluto affidare il riconoscimento a Walter Ricoveri, seduto in prima fila, che fu tra coloro che costituirono il primo comitato di via Lambertesca e poi l'Associazione Familiari insieme a Giovanna Maggiani Chelli.
"E' un'associazione che ha avuto il pregio di essere sempre lì, incalzante - ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani, intervenuto insieme ai magistrati Giuseppe Nicolosi e Alessandro Crini - a raccogliere documentazione, elementi che arrivavano dalla società civile, e di relazionarsi in modo diretto con i magistrati svolgendo un'azione preziosa. Non solo, attraverso l'associazione, abbiamo potuto organizzare tanti momenti importanti di approfondimento, di studio e di cultura della memoria che, come ha detto il presidente Mattarella a Civitella Val di Chiana, è la base per costruire il futuro".
Attraverso la testimonianza di Nicolosi e Crini, peraltro, "è stato ricordato come la Procura di Firenze, con le sue indagini accurate sulla strage dei Georgofili - ha aggiunto Giani -, non solo ha fatto un lavoro prezioso che ha riallineato tutti i tasselli portando a 15 ergastoli e alla punizione quantomeno degli esecutori materiali, ma addirittura è arrivata a capire già nel '93, '94 che chi aveva perpetrato la strage dei Georgofili era lo stesso responsabile della strage di via d'Amelio, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta. Una pista talmente vera che sarà confermata nel 2008 da Gaspare Spatuzza quando da pentito fornirà elementi essenziali, testimoniando quindici anni dopo che quella intuizione era giusta".
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