Come riporta questa mattina il Corriere Fiorentino, i residenti di via del Loretino, nell’area del sottopasso ferroviario, ancora una volta hanno dovuto fare i conti con un vero e proprio fiume d’acqua che scendendo dai campi si è riversato sulla strada sottostante.
Una scena, racconta il quotidiano, che chi vive da quelle parti ha già visto sia in occasione della forte ondata di maltempo che ha colpito Firenze e varie parti della Toscana tra il 14 e il 15 marzo, sia diverse altre volte.
Il mese scorso la causa dell’allagamento della strada e della vicina via di Sant’Andrea a Rovezzano, secondo i residenti, è stata l’occlusione di un tratto tombato del fosso del Loretino, cosa che ha impedito all’acqua di defluire verso il vicino fosso dell’Anciolina facendola riversare sulla strada: il tratto tombato, spiegano i residenti, è alto circa cento centimetri e alta una settantina, consentendo il deflusso di circa due-tre metri cubi di acqua al secondo, tropo pochi per sopportare precipitazioni abbondanti.
Inoltre, riferisce ancora il quotidiano, i residenti lamentano anche la scarsa prontezza degli interventi di ripulitura, dato che dopo il maltempo di marzo solo nel pomeriggio del 18 sono stati eseguiti i lavori di ripulitura della zona, dopo le sollecitazioni dei cittadini: a rendere la situazione ancor più grave, spiega il Corriere Fiorentino, è il fatto che gli ultimi lavori sono stati compiuti nel 1990 e in maniera non ottimale, dato che il fosso del Loretino è stato deviato in altro fosso invece che verso l’Arno, aumentandone la pericolosità.
La situazione è tale che i cittadini stanno pensando di riunirsi in un comitato e chiedere al Comune un risarcimento per i danni subiti con gli allagamenti di marzo.
A cercare di riportare calma è stato il presidente del Q2 Michele Pierguidi, che durante un sopralluogo ha constatato che i Vigili del Fuoco sono intervenuti per ripulire tombini e caditoie, mentre le criticità rimangono su terreni privati che insistono sull’area: “Solleciteremo i proprietari ad intervenire per risolvere il problema degli accumuli di acqua” ha detto Pierguidi.
Una scena, racconta il quotidiano, che chi vive da quelle parti ha già visto sia in occasione della forte ondata di maltempo che ha colpito Firenze e varie parti della Toscana tra il 14 e il 15 marzo, sia diverse altre volte.
Il mese scorso la causa dell’allagamento della strada e della vicina via di Sant’Andrea a Rovezzano, secondo i residenti, è stata l’occlusione di un tratto tombato del fosso del Loretino, cosa che ha impedito all’acqua di defluire verso il vicino fosso dell’Anciolina facendola riversare sulla strada: il tratto tombato, spiegano i residenti, è alto circa cento centimetri e alta una settantina, consentendo il deflusso di circa due-tre metri cubi di acqua al secondo, tropo pochi per sopportare precipitazioni abbondanti.
Inoltre, riferisce ancora il quotidiano, i residenti lamentano anche la scarsa prontezza degli interventi di ripulitura, dato che dopo il maltempo di marzo solo nel pomeriggio del 18 sono stati eseguiti i lavori di ripulitura della zona, dopo le sollecitazioni dei cittadini: a rendere la situazione ancor più grave, spiega il Corriere Fiorentino, è il fatto che gli ultimi lavori sono stati compiuti nel 1990 e in maniera non ottimale, dato che il fosso del Loretino è stato deviato in altro fosso invece che verso l’Arno, aumentandone la pericolosità.
La situazione è tale che i cittadini stanno pensando di riunirsi in un comitato e chiedere al Comune un risarcimento per i danni subiti con gli allagamenti di marzo.
A cercare di riportare calma è stato il presidente del Q2 Michele Pierguidi, che durante un sopralluogo ha constatato che i Vigili del Fuoco sono intervenuti per ripulire tombini e caditoie, mentre le criticità rimangono su terreni privati che insistono sull’area: “Solleciteremo i proprietari ad intervenire per risolvere il problema degli accumuli di acqua” ha detto Pierguidi.
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