L'analisi della presidente dell'ordine degli Psicologi Gulino: 'Chiedono di avere strumenti per orientarsi'

I ragazzi chiedono di avere strumenti per orientarsi anche nella sfera della sessualità e dell'affettività: stanno attuando un cambio culturale, sottolineando l'importanza di un'educazione alle emozioni, affidandosi a professionisti, e valorizzando il ruolo della scuola”.

Così Maria Antonietta Gulino, presidente dell'Ordine degli Psicologi della Toscana e presidente del Consiglio Nazionale degli Psicologi, commenta il progetto di Educazione sessuo-affettiva avviato al liceo Machiavelli Capponi di Firenze, su richiesta degli studenti.

Parlare di sessualità non vuol dire anticipare esperienze che non sono adeguate all’età, ma offrire strumenti ai giovani per orientarsi: parlarne a scuola con gli psicologi e i professionisti competenti è prevenzione e protezione dalla disinformazione, dalla manipolazione, dalla violenza, dagli abusi. Informare, dare risposte a dubbi, raccogliere domande, paure, dare nome ai silenzi, vuol dire prevenire eventuali isolamenti e disagi. Conoscenza e consapevolezza sono prioritarie per la protezione di sé stessi e degli altri” continua Gulino, che mette in guardia da un'informazione fai da te.


Può essere difficile e generare imbarazzo nell’età dell’adolescenza parlare in famiglia di vissuti intimi e personali legati al proprio sviluppo sessuo-affettivo. In assenza di spazi educativi qualificati, le ragazze e i ragazzi rischiano di formarsi su fonti non attendibili o materiali diseducativi facilmente reperibili online, interiorizzando modelli relazionali fondati su pericolose informazioni o stereotipi, ed esponendo quindi i giovani e le loro famiglie a dinamiche disfunzionali di violenza, bullismo, cyberbullismo, revenge-porn. Un’educazione alle relazioni, affettiva e sessuale scientificamente fondata — rispettosa delle famiglie e dei valori condivisi —, fatta anche a scuola, aiuta invece a sviluppare libertà di espressione, autoconsapevolezza, rispetto reciproco e capacità di riconoscere e gestire le emozioni, prevenendo forme di disagio e discriminazione.
L’educazione affettiva e sessuale “può diventare espressione esplicita e concreta del  Patto di Corresponsabilità tra famiglia, scuola, studentesse e studenti, necessario per un'alleanza che promuova relazioni sociali funzionali ” conclude Gulino.

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