Una scritta 'Unifi complice di genocidio' è stata lasciata nella tarda mattinata sull'asfalto di piazza San Marco a Firenze, davanti al Rettorato dove era in corso la seduta del Senato accademico, da parte di studenti e lavoratori dell'Ateneo che avevano organizzato un presidio pro Palestina.
Il Senato accademico avrebbe dovuto mettere ai voti una mozione in cui si chiedeva, tra l'altro, lo stop agli accordi attualmente in vigore tra l'Università fiorentina e quelle israeliane. Uno stop in via cautelare in attesa di approfondimenti da parte della commissione di valutazione etica. La mozione però non è stata argomento di discussione, fanno sapere gli studenti, ma è stata letta come semplice comunicazione insieme a un testo dei dipendenti dell'Ateneo, perché presentata troppo tardi.
"Troviamo questo atteggiamento antidemocratico - spiega Arturo Gambassi di Studenti per la Palestina -. Ieri ci era stato detto dalla segreteria della rettrice che la mozione era stata ammessa all'ordine del giorno come punto per essere votato e discusso. Stamani in modo secondo noi arbitrario le cose sono cambiate. Noi l'abbiamo consegnata venerdì pomeriggio, esattamente come quella votata nello scorso Senato accademico che si svolse sempre di martedì. L'iter è stato lo stesso".
"Avevamo anche avuto un dialogo proficuo con alcuni professori - aggiunge -, troviamo grave che l'Università non voglia prendere una posizione effettiva e concreta su questo tema evitando il dibattito con gli studenti, nascondendosi dietro la burocrazia".
Il Senato accademico avrebbe dovuto mettere ai voti una mozione in cui si chiedeva, tra l'altro, lo stop agli accordi attualmente in vigore tra l'Università fiorentina e quelle israeliane. Uno stop in via cautelare in attesa di approfondimenti da parte della commissione di valutazione etica. La mozione però non è stata argomento di discussione, fanno sapere gli studenti, ma è stata letta come semplice comunicazione insieme a un testo dei dipendenti dell'Ateneo, perché presentata troppo tardi.
"Troviamo questo atteggiamento antidemocratico - spiega Arturo Gambassi di Studenti per la Palestina -. Ieri ci era stato detto dalla segreteria della rettrice che la mozione era stata ammessa all'ordine del giorno come punto per essere votato e discusso. Stamani in modo secondo noi arbitrario le cose sono cambiate. Noi l'abbiamo consegnata venerdì pomeriggio, esattamente come quella votata nello scorso Senato accademico che si svolse sempre di martedì. L'iter è stato lo stesso".
"Avevamo anche avuto un dialogo proficuo con alcuni professori - aggiunge -, troviamo grave che l'Università non voglia prendere una posizione effettiva e concreta su questo tema evitando il dibattito con gli studenti, nascondendosi dietro la burocrazia".
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