Non solo l’ex caserma Ferrucci, per la quale c’è stata una mobilitazione ampia. Tanti non vogliono un nuovo ‘cubo nero’

Il Corriere Fiorentino questa mattina si sofferma su diversi immobili di grandi dimensioni sparsi per Firenze e attualmente inutilizzati. La priorità, scrive il quotidiano, deve essere quella di scongiurare un nuovo ‘cubo nero’, cioè un’altra attività speculativa, specialmente nel cuore della città, a danno dei cittadini e improntata unicamente al profitto.

Sono diversi i casi, a cominciare dall’ex caserma Ferrucci in Santo Spirito, sulla quale è in corso una vera e propria battaglia, da parte della comunità agostiniana e del quartiere, spalleggiata anche dalla politica cittadina e regionale con sponde anche a Roma, per strapparla alla trasformazione in Rsa di lusso.

O ancora l’ex caserma Redi in via Venezia, per la quale la destinazione d’uso (direzionale) potrebbe ‘salvarla’ dalla trasformazione in appartamenti per turisti. Ci sono poi l’ex convento di Sant’Agnese di via Guelfa, l’ex ospedale San Giovanni di Dio di Borgo Ognissanti sul quale pende un testamento, quello di Simone Vespucci, che specifica come debba rimanere adibito a luogo dedicato alla cura e al ricovero, e San Paolino.

Tutti luoghi ad oggi dismessi o inutilizzati per i quali, specialmente dopo l’ondata di indignazione che ha colpito Firenze con l’esplosione della questione del ‘cubo nero’ dell’ex Teatro Comunale, dovranno essere gestiti con attenzione da parte sia dell’amministrazione comunale che degli stesso gestori: l’attenzione della città in questo periodo è alta, come dimostra la protesta del comitato Salviamo Firenze in corso Italia.


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