La Regione Toscana ha conferito una targa a Udo Surer come riconoscimento dell'opera di pacificazione che svolge nei confronti dei superstiti e dei familiari delle vittime delle stragi nazifasciste. La targa è stata consegnata dall'assessore regionale alla cultura della memoria, Alessandra Nardini. Tra i presenti anche il sindaco di Cascina, Michelangelo Betti e il sindaco di Fivizzano, Gian Luigi Giannetti.
La storia di Udo Surer, nato in Baviera con il cognome Maier, è iniziata nel 1992 quando il padre, Josef Maier, morì e la famiglia scoprì che aveva aderito con convinzione al Reich e al nazismo. Udo iniziò a fare delle ricerche d'archivio e nel 2004 scoprì che il padre aveva fatto parte del sedicesimo plotone della divisione Reichsführer, meglio noto come Battaglione della Morte. Tale battaglione, inquadrato nelle Ss, nell'agosto 1944 trucidò oltre 400 civili in Lunigiana. Così il figlio decise di cambiare cognome e di intraprendere una sorta di pellegrinaggio per ricucire le ferite inferte a popolazioni innocenti dalla Germania nazista. Ancora oggi Surer è impegnato a rintracciare superstiti e discendenti delle vittime delle stragi nazifasciste in Lunigiana ma anche in altre parti della Toscana e dell'Emilia.
Il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha sottolineato come, "dopo aver scoperto il vero passato di suo padre, Udo Surer abbia avuto il coraggio e la determinazione di volere incontrare i familiari ed i superstiti delle stragi avvenute in Italia intraprendendo un percorso di pace e di riabilitazione". Per Nardini "è motivo di orgoglio accogliere in Toscana Udo Surer dandogli una targa con il simbolo della Regione Toscana, il Pegaso alato che fu del Comitato toscano di Liberazione nazionale, un simbolo quindi denso di significato".
La storia di Udo Surer, nato in Baviera con il cognome Maier, è iniziata nel 1992 quando il padre, Josef Maier, morì e la famiglia scoprì che aveva aderito con convinzione al Reich e al nazismo. Udo iniziò a fare delle ricerche d'archivio e nel 2004 scoprì che il padre aveva fatto parte del sedicesimo plotone della divisione Reichsführer, meglio noto come Battaglione della Morte. Tale battaglione, inquadrato nelle Ss, nell'agosto 1944 trucidò oltre 400 civili in Lunigiana. Così il figlio decise di cambiare cognome e di intraprendere una sorta di pellegrinaggio per ricucire le ferite inferte a popolazioni innocenti dalla Germania nazista. Ancora oggi Surer è impegnato a rintracciare superstiti e discendenti delle vittime delle stragi nazifasciste in Lunigiana ma anche in altre parti della Toscana e dell'Emilia.
Il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha sottolineato come, "dopo aver scoperto il vero passato di suo padre, Udo Surer abbia avuto il coraggio e la determinazione di volere incontrare i familiari ed i superstiti delle stragi avvenute in Italia intraprendendo un percorso di pace e di riabilitazione". Per Nardini "è motivo di orgoglio accogliere in Toscana Udo Surer dandogli una targa con il simbolo della Regione Toscana, il Pegaso alato che fu del Comitato toscano di Liberazione nazionale, un simbolo quindi denso di significato".
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