“Rinviato a dopo le Europee”. Normale: “Stop accordi con Israele”

Dopo l'università di Torino, anche la Normale di Pisa riconsidera il bando Maeci Italia-Israele, suscitando, ancora una volta, la contrarietà del ministro dell'Università Anna Maria Bernini. E intanto la presentazione del libro del sindaco di Firenze, Dario Nardella, prevista per il 3 aprile nella sede dell'università Luiss di Roma, viene rimandata a dopo le Europee.
     
Andando con ordine, nella mozione approvata dal Senato accademico della Normale nei giorni scorsi, l'ateneo "chiede al Maeci di riconsiderare il 'Bando Scientifico 2024' in attuazione dell'accordo di cooperazione industriale, scientifica e tecnologica Italia-Israele'". La richiesta è stata fatta dagli studenti e poi approvata a maggioranza dalle componenti del Senato accademico.

     
Gli atenei, su questo punto, continuano ad essere un fronte caldo. Subito dopo Pasqua, dal 3 al 10 aprile, da Torino a Bari, passando per Roma, Genova,
Firenze, Bologna, Napoli e Reggio Calabria, sarà una settimana di mobilitazione. Dopo l'appello lanciato da oltre 2 mila tra docenti e ricercatori con la richiesta di interrompere i rapporti di collaborazione scientifica tra le Università italiane e i centri di ricerca israeliani su prodotti utilizzabili anche in campo militare, i giorni più caldi saranno il 9 aprile, quando è stata indetta una giornata di sciopero del personale tecnico amministrativo bibliotecario e del personale docente delle Università aderente all'Usb. E il 16 aprile quando Fgc e Collettivi si sono dati appuntamento a Roma, in occasione della riunione del Senato accademico de La Sapienza, per una giornata di mobilitazione: sperano, come avvenuto a Torino e Pisa, e come tentato già nei giorni scorsi in Sapienza, di indurre l'ateneo a tornare sui propri passi rispetto ai progetti di ricerca con Israele.
     
Intanto è di oggi la notizia che la presentazione del libro del sindaco di
Firenze Dario Nardella 'La città universale' in programma il 4 aprile alla Luiss a Roma è stata rinviata a dopo le elezioni europee.
  
Nardella ha detto di essere "rimasto sbigottito e dispiaciuto perché avevamo concordato la presentazione del libro con personalità di varie posizioni politiche come Gaetano Quagliarello la cui storia politica di centrodestra è nota a tutti e anche la professoressa Cerrina Feroni che certo non è un'intellettuale di sinistra, tutt'altro". Anche Romano Prodi figurava tra i partecipanti all'incontro, moderato dal direttore di Repubblica, Maurizio Molinari.

    
E se è vero che a metà marzo lo stesso Molinari era stato impossibilitato a intervenire perchè contestato in un convegno alla Federico II di Napoli e contestato, prima di lui, era stato anche il giornalista David Parenzo all'università La Sapienza di Roma, c'è chi adombra, invece, che tutto sia partito da un articolo pubblicato questa mattina su Libero in cui si dice che l'università fa campagna elettorale per Nardella, possibile candidato dei dem alle prossime Europee, e per il Pd.

     
"Viviamo in un clima bruttissimo: persino la presentazione in un'università, luogo di confronto e approfondimento, di un libro scritto dal sindaco di
Firenze suscita reazioni scomposte", commenta amareggiato il deputato dem Federico Gianassi.

La ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, al contrario, accusa pesantemente il primo cittadino di
Firenze: "il libro è di due anni fa", dice. E aggiunge: "cercare di assumere il ruolo di martire in questo momento, per avere un po' di pubblicità, o peggio, per evitare di spiegare che il rischio per la libertà di pensiero e di parola viene da sinistra, è grave".
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