Pur nelle difficoltà di comunicazione con il mondo giovanile, i vescovi della Conferenza episcopale toscana (Cet) riuniti nell'eremo di Lecceto di Malmantile (Firenze), "hanno convenuto che la strada da seguire è quella di una relazione personale aperta e sincera, consapevoli che ci sono sul territorio tante esperienze positive da valorizzare, che danno fiducia per il futuro". Lo riporta una nota in cui si spiega che i vescovi toscani hanno accolto gli spunti offerti alla Cei dall'indagine sui giovani e la fede curata dall'Istituto Toniolo, che lascia intendere un'ampia possibilità di interlocuzione col mondo giovanile sui temi della fede e del senso della vita.
La Conferenza Episcopale Toscana nella stessa riunione ha inoltre accolto con favore il mandato affidato alla Caritas Italiana di studiare un progetto di microcredito sociale da realizzare in occasione del Giubileo. Le Chiese toscane "sono pronte a fare la loro parte per costruire una rete che consenta di sostenere quanti hanno difficoltà ad accedere al credito ordinario".
I vescovi toscani hanno ricevuto il presidente della Caritas italiana monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, arcivescovo metropolita di Gorizia, e il direttore don Marco Pagniello. Nel confronto è emersa la ricchezza della vita caritativa nelle Diocesi toscane, pur nella varietà delle modalità di lavoro. È stato ribadito il profilo pastorale e formativo della Caritas, rispetto ad altre realtà associative, con una funzione di promozione della carità nell'intera comunità cristiana. I vescovi hanno anche riflettuto sul necessario rapporto, in questo ambito, con la società civile e con gli enti locali, e sulla formazione degli operatori. L'azione caritativa richiede una sempre maggiore professionalità, questo però non deve snaturare lo stile di prossimità richiesto a chi opera sulla spinta dell'insegnamento evangelico.
La Conferenza Episcopale Toscana nella stessa riunione ha inoltre accolto con favore il mandato affidato alla Caritas Italiana di studiare un progetto di microcredito sociale da realizzare in occasione del Giubileo. Le Chiese toscane "sono pronte a fare la loro parte per costruire una rete che consenta di sostenere quanti hanno difficoltà ad accedere al credito ordinario".
I vescovi toscani hanno ricevuto il presidente della Caritas italiana monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, arcivescovo metropolita di Gorizia, e il direttore don Marco Pagniello. Nel confronto è emersa la ricchezza della vita caritativa nelle Diocesi toscane, pur nella varietà delle modalità di lavoro. È stato ribadito il profilo pastorale e formativo della Caritas, rispetto ad altre realtà associative, con una funzione di promozione della carità nell'intera comunità cristiana. I vescovi hanno anche riflettuto sul necessario rapporto, in questo ambito, con la società civile e con gli enti locali, e sulla formazione degli operatori. L'azione caritativa richiede una sempre maggiore professionalità, questo però non deve snaturare lo stile di prossimità richiesto a chi opera sulla spinta dell'insegnamento evangelico.
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