“La bellezza per Michelangelo ha una dimensione divina”

Vittorio Sgarbi a Firenze, ed è già un evento. Il critico d’arte ha tenuto una lectio magistralis su          “Michelangelo e lo stupore della bellezza” a Tourisma

“L’ideale di bellezza è simile in ogni artista, è il fine ultimo di tutti quanti. Da Giotto a Michelangelo c’è sempre quell’obiettivo ben presente. In Michelangelo, però, ci sono valori intellettuali più evidenti, ben presenti nella Pietà. Per lui l’idea di bellezza non era legata alla natura, ma alla dimensione divina. Michelangelo ricrea il mondo e lo mette in alto. L’arte è un veicolo privilegiato di bellezza e Michelangelo la esprime nella sua idea più pura. Nelle sue opere c’è la pienezza del suo estro. È stato un artista completo, architetto, scultore, pittore, poeta. E ti impone un corpo a corpo con lui, che alla fine è diventato questo libro. Michelangelo crede che Dio è la natura stessa. Ecco che si identifica con il creato e per l’artista diventa qualcosa di divino. Lui si mette dalla parte di Dio per rappresentare l’umanità in ogni sua composizione. Anche nel Giudizio Universale, nella Pietà Rondanini, ovviamente anche nella volta della Cappella Sistina”.

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