Ventidue relatori all’evento organizzato da «Forbes». Critiche da Pd, Iv e Sinistra. Nardella si fa sostituire dalla vicesindaca. Il caso diventa politico

Una lunga lista di eccellenze di Firenze e della Toscana, col Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a fare da sfondo a istituzioni, industriali, imprenditori delle start up, rappresentanti delle aziende pubbliche dei servizi. Ma scorrendo l’elenco dei 21 relatori invitati da Forbes Italia (e ospiti del Comune) non compare il nome di alcuna donna: tutti uomini, e proprio per l’8 marzo. 

Il tam tam di protesta parte dai social, con l’hashtag «boycottmanels», ovvero l’invito a boicottare i convegni senza presenze al femminile (con manels che sta per all-men panels, comitati di soli uomini). 

Poi l’incidente diventa anche un caso politico.

Il sindaco Dario Nardella, uno dei 22 relatori dell’Italian Excellence Tour 2024 di Forbes, quando ieri ha visto il programma si è detto «molto stupito» e ha telefonato all’editore di Forbes per lamentarsene: «Ho fatto presente agli organizzatori che la nostra cultura, la nostra sensibilità e la nostra profonda convinzione in una società basata sulla parità di genere debbano essere rispettate in ogni evento ospitato nella casa dei fiorentini — spiega — Domani (oggi, ndr) l’intervento al posto mio sarà fatto dalla vicesindaca Alessia Bettini. Vale per l’8 marzo come per tutti i giorni dell’anno». 

Col governatore Eugenio Giani, tra gli invitati, che spiega che non era informato sulle presenze e che «se le cose stanno così non ci andrò», a commentare è anche l’assessora regionale alle Pari opportunità, Alessandra Nardini, che proprio ieri ha comprato per le cuginette un libro sulle donne che hanno cambiato la storia e un secondo su una ragazza che si batte per farsi chiamare cavaliera: «Un panel sulle eccellenze italiane con soli uomini tra i relatori è, purtroppo, la fotografia di stereotipi e retaggi ancora molto diffusi e che, così, rischiano di rafforzarsi. Quando si organizza un evento di questo tipo è fondamentale impegnarsi a trasmettere una rappresentazione paritaria».

Patrizia Asproni, da anni animatrice della pagina Facebook Boycottmanels, denuncia: «È scandaloso: perché l’Europa ci chiede di rispettare la parità di genere per la quale l’Italia è tra gli ultimi posti, perché accade l’8 marzo e perché a Firenze la maggioranza dei cittadini è composta da donne che pagano le tasse e che hanno diritto a essere rappresentate. Una gaffe istituzionale». 

«Dispiace, ci dovrebbe essere più sensibilità per la presenza femminile — è la tirata d’orecchie della vice segretaria toscana Pd, Stefania Lio — Noi, come partito, seguiamo le indicazioni che ci ha dato la segretaria Schlein: ai nostri eventi c’è sempre pari rappresentanza di genere».

Duri i toni di Sinistra Progetto Comune, con Antonella Bundu e Dmitrij Palagi, che attaccano la «brutta figura» del Comune, e di Italia Viva, con Mimma Dardano e Barbara Felleca, che con sarcasmo parlano di «un bel messaggio davvero, quello che parte da Palazzo Vecchio». «Viva l’8 marzo. A Firenze, 2024», ironizza Cecilia Del Re, di Firenze democratica, pubblicando sui social la locandina del convegno.

Tra politici, religiosi, industriali, giornalisti, manager, come è stata possibile una parata di soli uomini? «Il programma è stato aggiornato di continuo ed è ancora indicativo — si giustifica Alessandro Rossi, direttore di Forbes Italia — Noi di donne ne avevamo invitate, ma se la sindaca di Siena, donna, non può venire e al suo posto manda un suo assessore, uomo, ci possiamo fare poco. E poi se il sindaco di Firenze, il governatore toscano, il presidente di Confindustria, il ministro della Cultura (Gennaro Sangiuliano, che ieri sera ha fatto sapere che non ci sarà perché impegnato in Abruzzo, ndr) sono tutti uomini, è la realtà italiana delle massime cariche che è ancora poco al femminile». 
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