Scompenso cardiaco e trattamento delle sindromi coronariche acute: sono tra i temi alla centro della terza conferenza nazionale del Club delle Utic Anmco, in programma oggi e domani Firenze. Il convegno riunisce i cardiologi ospedalieri per fare il punto sulle novità della medicina cardiovascolare di emergenza.
Obiettivo dichiarato del Club delle Utic Anmco, si spiega, è quello "di formare una solida rete di professionisti della salute che interagiscano attivamente per ridefinire standard, buone pratiche, finalità e prospettive della medicina cardiovascolare dell'area critica. Quanto alla conferenza, spiega Fabrizio Oliva, presidente Anmco e direttore cardiologia1 al Niguarda di Milano, "costituisce una ineludibile occasione di confronto, discussione ed approfondimento volta all'innovazione della medicina cardiovascolare nell'emergenza-urgenza. In questo contesto vari esperti si confronteranno per ottimizzare i percorsi dei pazienti in modo da offrire la cura giusta al momento giusto e garantire l'equità di accesso".
Tra i temi appunto lo scompenso cardiaco, malattia grave, che si stima colpisca il 2% della popolazione generale nei paesi sviluppati. Una patologia gravata da una elevata mortalità e da un elevato rischio di ospedalizzazioni, peraltro caratterizzate da numerosi giorni di degenza. "Le previsioni sull'andamento dei prossimi anni non sono rosee- si spiega -: si stima che a 5 anni dalla diagnosi il 50% dei pazienti sarà deceduto e nei prossimi anni anche le ospedalizzazioni aumenteranno del 50%. Si stima inoltre che circa il 25-30% dei pazienti dimessi possano essere nuovamente riospedalizzati entro un mese dalla dimissione".
Obiettivo dichiarato del Club delle Utic Anmco, si spiega, è quello "di formare una solida rete di professionisti della salute che interagiscano attivamente per ridefinire standard, buone pratiche, finalità e prospettive della medicina cardiovascolare dell'area critica. Quanto alla conferenza, spiega Fabrizio Oliva, presidente Anmco e direttore cardiologia1 al Niguarda di Milano, "costituisce una ineludibile occasione di confronto, discussione ed approfondimento volta all'innovazione della medicina cardiovascolare nell'emergenza-urgenza. In questo contesto vari esperti si confronteranno per ottimizzare i percorsi dei pazienti in modo da offrire la cura giusta al momento giusto e garantire l'equità di accesso".
Tra i temi appunto lo scompenso cardiaco, malattia grave, che si stima colpisca il 2% della popolazione generale nei paesi sviluppati. Una patologia gravata da una elevata mortalità e da un elevato rischio di ospedalizzazioni, peraltro caratterizzate da numerosi giorni di degenza. "Le previsioni sull'andamento dei prossimi anni non sono rosee- si spiega -: si stima che a 5 anni dalla diagnosi il 50% dei pazienti sarà deceduto e nei prossimi anni anche le ospedalizzazioni aumenteranno del 50%. Si stima inoltre che circa il 25-30% dei pazienti dimessi possano essere nuovamente riospedalizzati entro un mese dalla dimissione".
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