Il virus circola nelle province di Massa-Carrara, Lucca e Pistoia. Sotto osservazione anche Firenze, Prato e Pisa. Finora coinvolti 645 animali

Reti metalliche lungo l’Autostrada del Sole tra Firenze e Bologna e sull’intera Firenze-Mare per impedire ai cinghiali di spostarsi dalle zone infette a quelle ancora indenni. È una delle misure previste per contenere la peste suina africana, malattia virale contagiosa e spesso letale per cinghiali e suini domestici, ma non trasmissibile all’uomo. Le barriere saranno collocate soprattutto in corrispondenza di ponti, tombini, cunicoli e corsi d’acqua.

Il virus circola attualmente nelle province di Massa-Carrara, Lucca e Pistoia, mentre Firenze, Prato e Pisa sono sottoposte a particolare sorveglianza. Il commissario toscano per l’emergenza, Giorgio Briganti, ha annunciato campionamenti sugli animali abbattuti o trovati morti in tutta la regione e il rafforzamento della biosicurezza negli allevamenti. Finora sono stati abbattuti o sono risultati positivi 645 animali e sono stati coinvolti due allevamenti, a Comano e San Marcello Piteglio. L’obiettivo è aumentare gli abbattimenti del 150% rispetto allo scorso anno.

Preoccupati gli allevatori della Cinta senese, razza Dop allevata allo stato semibrado e quindi più esposta al contagio. Il comparto chiede di proteggere i riproduttori, tutelare il patrimonio genetico e sbloccare gli indennizzi, dopo abbattimenti che hanno già interessato l’8% dei capi. Il presidente della Regione Eugenio Giani confida nelle misure adottate per contenere la malattia e impedire che raggiunga gli allevamenti, provocando gravi danni a un settore considerato strategico per la Toscana. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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