"Il rapporto che il commissario regionale Briganti ha creato anche col commissario nazionale ci ha portato a misure che sono animate da chiarezza e da una valenza strategica a mio giudizio efficace", ovvero "chiudere agli ungulati, ai cinghiali, che poi diventano elemento di trasmissione della peste suina, le grandi arterie. Quindi le autostrade, soprattutto l'autostrada A11, la Fi-Pi-Li tutte quelle barriere entro cui cinghiali possono passare solo dai cunicoli, ecco che noi stiamo bloccando quei cunicoli in modo da impedire il contagio". Lo ha detto il presidente della Toscana, Eugenio Giani, parlando delle misure per il contenimento della peste suina.
Il contagio, ha aggiunto, "tocca almeno quattro province della Toscana, la situazione è sotto monitoraggio. Però è evidente che è una situazione nella quale dobbiamo assolutamente contenere una patologia che sugli animali arriva dalle regioni del Nord e che a poco a poco attraverso gli Appennini è arrivata a noi".
"Finché si tratta di animali allo stato brado passi - ha continuato Giani - il problema è nel momento in cui arrivano alle zone dove abbiamo gli allevamenti".
Parlando degli allevamenti di suini, Giani ha detto che "abbiamo già dovuto subire e vedere uccidere gli animali da allevamento per non correre il rischio di vederli poi contagiati. E' qualcosa che turba sempre e provoca anche al sistema economico un enorme danno perché noi gli allevamenti li vogliamo conservare e valorizzare. Sono già pochi rispetto alle nostre potenzialità, il doverli distruggere per la peste suina è veramente qualcosa che dà dolore".
"Sono però convinto - ha concluso - che attraverso le misure che abbiamo messo in campo possiamo dare un colpo deciso" alla peste suina.
Il contagio, ha aggiunto, "tocca almeno quattro province della Toscana, la situazione è sotto monitoraggio. Però è evidente che è una situazione nella quale dobbiamo assolutamente contenere una patologia che sugli animali arriva dalle regioni del Nord e che a poco a poco attraverso gli Appennini è arrivata a noi".
"Finché si tratta di animali allo stato brado passi - ha continuato Giani - il problema è nel momento in cui arrivano alle zone dove abbiamo gli allevamenti".
Parlando degli allevamenti di suini, Giani ha detto che "abbiamo già dovuto subire e vedere uccidere gli animali da allevamento per non correre il rischio di vederli poi contagiati. E' qualcosa che turba sempre e provoca anche al sistema economico un enorme danno perché noi gli allevamenti li vogliamo conservare e valorizzare. Sono già pochi rispetto alle nostre potenzialità, il doverli distruggere per la peste suina è veramente qualcosa che dà dolore".
"Sono però convinto - ha concluso - che attraverso le misure che abbiamo messo in campo possiamo dare un colpo deciso" alla peste suina.
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