Il report pubblicato dal Comune: «La situazione è insostenibile»

Sempre più minori non accompagnati in Italia e anche a Firenze, dove nel mese di febbraio sono arrivati a quota 521. Numeri che rischiano di essere ingestibili, come più volte ha sottolineato Palazzo Vecchio, visto che le strutture non sono sufficienti e non sempre l’inclusione è semplice. Tanto più che molti di questi ragazzi si lasciano alle spalle situazioni familiari e sociali molto difficili.

Le loro vulnerabilità possono sfociare in problemi di salute mentale, di dipendenza dalle droghe. E sono spesso facile preda di strade devianti. Non è dunque un caso se molti di loro, senza punti di riferimenti nel Paese d’origine e spesso con molta rabbia dentro, si ritrovino ad intraprendere attività illegali. Su 521 minori non accompagnati presenti nei centri della città nel mese di febbraio, sono stati 85 quelli che si sono macchiati di reati o di uso o consumo di sostanze stupefacenti. Sono invece 68 quelli che hanno commesso atti violenti, soprattutto all’interno delle strutture e talvolta anche contro gli operatori sociali che vi operano all’interno.

Non è quindi un caso che, poche settimane fa, il centro per minori a Villamagna sia stato chiuso dopo che alcuni ragazzi avevano messo seriamente a repentaglio la sicurezza degli altri ragazzi ospiti e degli operatori stessi. Adesso gli ospiti sono stati distribuiti in altre strutture di accoglienza del territorio, in alcuni dei quali permangono criticità. Sono invece 103 i minori che hanno scelto di allontanarsi volontariamente dalle strutture di accoglienza. Un tema che in città fa discutere molto.

La maggior parte di questi adolescenti, che hanno un’età media di 17 anni, arriva dalla Tunisia (135 tra i 521 di febbraio). Seguono gli albanesi (123), i pachistani (57), gli egiziani (49), i gambiani (46), i kosovari (29). In alcuni, pochissimi casi, alcuni di loro sono ospitati nei centri per adulti, una possibilità consentita dalla nuova norma del Governo Meloni. «In termini di qualità di intervento svolto — si legge in un report di Palazzo Vecchio — e per il contenimento delle problematiche dell’ordine pubblico», c’è un apposito tavolo in Prefettura al quale prendono parte Tribunale e Procura dei Minori. Il Comune di Firenze, infatti, ha rilevato che nel mese di febbraio ci sono state 65 segnalazioni di minorenni che hanno riguardato quattro criticità: allontanamento dalla struttura, atti di violenza, reati e spaccio/consumo di sostanze stupefacenti. «La più grande percentuale di questi casi riguarda i minorenni magrebini, in particolare tunisini»: in totale sono il 66,6% dei casi, si legge nel report dove si dà conto di uno sforzo aggiuntivo che «porta a uno sforamento dei parametri previsti dal rimborso ministeriale e al conseguente esposizione del Comune con risorse proprie».

Per quanto riguarda «le possibili problematiche relative alla salute mentale e alla dipendenza dalla droghe» Palazzo Vecchio «sta valutando un rinforzo specialistico aggiuntivo» con specialisti dell’Asl. Dalla cooperativa Il Girasole, nei mesi scorsi era stata lanciato un appello per una presa in carico interistituzionale di questi ragazzi. Marilena Macchia, responsabile area minori della cooperativa, aveva detto: «Sono ragazzi talmente problematici che servirebbe un tavolo tra Comune, Regione, Asl, Serd, Questura, giustizia minorile, gestori accoglienza, come ha chiesto l’assessore Funaro. Solo così potremo affrontare situazioni esplosive».

Dice l’assessore al Welfare Sara Funaro: «La situazione dei minori non accompagnati è insostenibile e abbiamo difficoltà a dare accoglienza perché mancano le strutture: è fondamentale una distribuzione diffusa su tutto il territorio della regione, perché non si può pensare che Firenze abbia la concentrazione più alta della Toscana con oltre la metà dei minori stranieri non accompagnati».

«Per fare fronte a questa situazione — si fa notare da Palazzo Vecchio — è necessaria una più stretta collaborazione interistituzionale. Ce la chiedono anche gli operatori, che stanno facendo sforzi importanti e non possono gestire da soli le situazioni complesse in cui sempre più spesso si vengono a trovare. La collaborazione interistituzionale e la redistribuzione dei minori non accompagnati nell’accoglienza diffusa devono andare di pari passo, altrimenti continueremo ad avere una concentrazione di problemi sul nostro territorio. È diverso tempo che chiediamo al governo risposte, ma non ne abbiamo avute». 



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