Trasporto sociale per le persone con disabilità, dalla Regione Toscana "un primo impegno concreto". E' quanto afferma in una nota Confservizi Cispel Toscana dopo l'incontro, promosso dall'associazione insieme ad alcuni enti che gestiscono centri diurni e servizi di riabilitazione per persone con disabilità, con l'assessorato regionale al diritto alla salute e alle politiche sociali con al centro il trasporto sociale, i pulmini che ogni giorno accompagnano ragazzi e adulti con disabilità ai centri diurni e alle terapie.
"Il trasporto sociale non è un servizio accessorio: è il presupposto della cura. Se una persona non riesce ad arrivare al centro, il suo diritto alla salute resta sulla carta. Come Confservizi Cispel Toscana abbiamo voluto farci promotori di questo confronto perché crediamo che il dialogo tra istituzioni ed enti che erogano i servizi sia la strada più efficace per dare risposte concrete alle persone". Qyeste le parole di Nicola Perini che ringrazia l'assessora toscana alla salute Monia Monni "e il direttore Torre per la disponibilità: abbiamo trovato ascolto, comprensione e la volontà di dare risposte efficaci".
Oggi in Toscana, si ricorda, le regole cambiano da territorio a territorio. In alcune zone il trasporto è gratuito, in altre le famiglie pagano anche diverse centinaia di euro al mese per lo stesso servizio. Per molte di loro, spesso con genitori anziani, il rischio è dover rinunciare ai centri e interrompere percorsi di cura costruiti negli anni, "ma chi ha lo stesso bisogno deve poter contare sulle stesse condizioni, ovunque viva in Toscana", chiosa Perini, e a tal proposito l'incontro tra Confservizi Cispel Toscana e l'assessorato "è stato molto produttivo": Monni e Torre "si sono impegnati a inviare a strettissimo giro una comunicazione alle Società della Salute, nel rispetto delle rispettive competenze. La comunicazione chiederà di non prevedere aumenti fino all'avvio di un confronto regionale per definire criteri omogenei, nei limiti previsti dalle leggi regionali. All'assessora e al direttore Generale è stato consegnato un documento con idee e proposte. L'obiettivo è rendere il sistema sempre più efficiente e monitorarlo con continuità, per evitare che le famiglie rinuncino ai servizi e che il diritto alla salute ne risulti compromesso.
"Il trasporto sociale non è un servizio accessorio: è il presupposto della cura. Se una persona non riesce ad arrivare al centro, il suo diritto alla salute resta sulla carta. Come Confservizi Cispel Toscana abbiamo voluto farci promotori di questo confronto perché crediamo che il dialogo tra istituzioni ed enti che erogano i servizi sia la strada più efficace per dare risposte concrete alle persone". Qyeste le parole di Nicola Perini che ringrazia l'assessora toscana alla salute Monia Monni "e il direttore Torre per la disponibilità: abbiamo trovato ascolto, comprensione e la volontà di dare risposte efficaci".
Oggi in Toscana, si ricorda, le regole cambiano da territorio a territorio. In alcune zone il trasporto è gratuito, in altre le famiglie pagano anche diverse centinaia di euro al mese per lo stesso servizio. Per molte di loro, spesso con genitori anziani, il rischio è dover rinunciare ai centri e interrompere percorsi di cura costruiti negli anni, "ma chi ha lo stesso bisogno deve poter contare sulle stesse condizioni, ovunque viva in Toscana", chiosa Perini, e a tal proposito l'incontro tra Confservizi Cispel Toscana e l'assessorato "è stato molto produttivo": Monni e Torre "si sono impegnati a inviare a strettissimo giro una comunicazione alle Società della Salute, nel rispetto delle rispettive competenze. La comunicazione chiederà di non prevedere aumenti fino all'avvio di un confronto regionale per definire criteri omogenei, nei limiti previsti dalle leggi regionali. All'assessora e al direttore Generale è stato consegnato un documento con idee e proposte. L'obiettivo è rendere il sistema sempre più efficiente e monitorarlo con continuità, per evitare che le famiglie rinuncino ai servizi e che il diritto alla salute ne risulti compromesso.
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