"Il problema non è bloccare lo strumento, ma che cosa sta facendo la nostra società per definire quelli che sono i comportamenti corretti e quelli sbagliati". Lo ha affermato Pietro Labriola, amministratore delegato di Tim, intervenendo a un'iniziativa dell'Osservatorio Permanente Giovani-Editori a Firenze, rispondendo a una domanda sull'ipotesi di regolare con legge l'accesso dei minori alle piattaforme dei social web
"Il problema non sono gli strumenti - ha detto l'ad di Tim - ma i comportamenti. Se vogliamo inibire l'accesso ai social lo vogliamo fare perché sono una distrazione, o perché i social trasmettono dei modelli per i giovani sbagliati? Allora se il nostro timore è il fatto che i social trasmettano dei modelli, e i ragazzini possano ispirarsi a quei modelli, ritengano che quelli siano i modelli corretti, il problema è che la società deve definire i comportamenti corretti"
Secondo Labriola "70 anni fa chi definiva i modelli culturali erano solo la famiglia e il paese, oggi chi definisce i modelli culturali futuri è un'autogestione, è tutto self made. Un domani anche il comportamento più sbagliato può essere ritenuto quello più corretto. Quindi il problema non è bloccare Internet. Poi chiaramente ci sono delle distorsioni, perché un cellulare in mano a dei ragazzini può comportare un'accelerazione di problemi di dislessia".
"Il problema non sono gli strumenti - ha detto l'ad di Tim - ma i comportamenti. Se vogliamo inibire l'accesso ai social lo vogliamo fare perché sono una distrazione, o perché i social trasmettono dei modelli per i giovani sbagliati? Allora se il nostro timore è il fatto che i social trasmettano dei modelli, e i ragazzini possano ispirarsi a quei modelli, ritengano che quelli siano i modelli corretti, il problema è che la società deve definire i comportamenti corretti"
Secondo Labriola "70 anni fa chi definiva i modelli culturali erano solo la famiglia e il paese, oggi chi definisce i modelli culturali futuri è un'autogestione, è tutto self made. Un domani anche il comportamento più sbagliato può essere ritenuto quello più corretto. Quindi il problema non è bloccare Internet. Poi chiaramente ci sono delle distorsioni, perché un cellulare in mano a dei ragazzini può comportare un'accelerazione di problemi di dislessia".
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